Il Trapani ferma la Virtus al Biondi: per la B si decide tutto fra sette giorni

La partita più importante, fino ad oggi, della storia del calcio frentano è finita con un pareggio, giusto. Quella ancora più importante arriverà tra sette giorni e metterà in palio la promozione in serie B.
Virtus Lanciano Trapani, finale di andata dei playoff di Prima Divisione, finisce 1 a 1 dopo 96 minuti di una partita condizionata da caldo, tensione e posta in palio. I zero tiri in porta del primo tempo la dicono lunga sulle gambe e la testa dei 22 in campo. Ma a rendere indimenticabile questa partita ci pensano gli oltre 4 mila spettatori di un Guido Biondi vestito a festa, con una Curva Sud d’altri tempi colorata e sempre vicina alla squadra, arricchita per l’occasione da due tifosi particolari: Amenta e Pavoletti. I due squalificati della Virtus Lanciano, tra le altre cose il miglior difensore e il miglior attaccante dell’intera Prima Divisione, si spostano in Curva per smaltire la tensione di una partita che avrebbero pagato oro per giocare. In campo al posto loro vanno Rosania e Zeytulaev. Il 433 di Gautieri, anche lui squalificato per lui c’è mister Cencione in panchina, è spuntato: Pavoletti è un’assenza troppo pesante per il sistema di gioco rossonero e Zeytulaev, professione seconda punta, ci mette tutto l’impegno per prendere le botte da punta centrale, lui così piccolino in mezzo a quei colossi Filippi e Pagliarulo. La partenza è anche buona, ma il Trapani ci mette un attimo a prendere le misure e a far valere l’uomo in più a centrocampo. La Virtus soffre, anche quando il Trapani rimane in 10 temporaneamente per l’infortunio di Pirrone, l’uomo dei playoff autore dei due gol che hanno tenuto in corsa i siciliani per la promozione in serie B contro la Cremonese. Tanti errori gratuiti, passaggi a vuoto e acqua a catinelle per gli assetati ventidue che si giocano la serie B. Il primo tempo scivola via, un po’ noiosamente, con Sarno testardo in un paio di occasioni a cercare il dribbling e la giocata. Il tempo di rientrare in campo dall’intervallo che i rossoneri subiscono il gol dello svantaggio. Mammarella contrasta di spalla Barraco sull’out destro, l’arbitro fischia una punizione generosa e potenzialmente innocua, se la difesa non lasciasse da solo in area Caccetta. Il gol facile facile del centrale di centrocampo siciliano sveglia, paradossalmente, i rossoneri. Che reagiscono con veemenza. Passano 180 secondi e Pozzato, il portiere del Trapani, fino ad allora inoperoso deve superarsi su tre conclusioni consecutive nella stessa azione di Turchi, Volpe e Zeytulaev. La Virtus c’è, e il pubblico se ne accorge. I 4 mila spingono avanti i rossoneri e Cincione a fare il primo cambio: entra Chiricò per Zeytulaev al 12’st e le chiriconate non si fanno attendere. Lui, Mino, un metro e settanta scarsi, va a mettersi in mezzo ai colossi trapanesi. Crea scompiglio, non dà punti di riferimento e le sue giocate frenetiche su tutto il fronte d’attacco mettono in difficoltà la difesa avversaria. Il gol arriva, come logica conseguenza di una pressione che durava da oltre 10 minuti, su rigore. Turchi lo conquista con un tiro a girare che finisce sul braccio di Pagliarulo, ammonito nell’occasione: per lui niente finale di ritorno, era diffidato. Sul dischetto va Volpe, come contro il Siracusa, ancora sotto la Curva Sud: chissà cosa deve essergli passato in mente, mentre prendeva la rincorsa e decideva, all’ultimo, di tirare all’incrocio dei pali. Palo interno e la rete che si gonfia a salvare dall’infarto gran parte dei tifosi. La partita cambia, ora è la Virtus Lanciano a cercare la vittoria con convinzione. Il Trapani sbanda e subisce le folate di Chiricò e Sarno, ma resiste fino al 96′ e si porta a casa la possibilità di giocarsi una serie B che gli è sfuggita da sotto il naso in campionato nella finale di ritorno, tra le mura amiche e con due risultati su tre. Alla fine il pubblico applaude, giustamente, una squadra che ha regalato un sogno a una città intera. Chi, tra gli oltre 4mila di oggi, avrebbe potuto pensare, solo qualche mese fa, ad agosto dell’anno scorso per fare un esempio, che 200 di loro avrebbero raggiunto Trapani con un volo charter per giocarsi la serie B? Chi avrebbe mai immaginato di vivere due settimane così? Nessuno, forse, neanche il capitano dei capitani, Luca Leone, che oggi ha citato Martin Luther King in un tweet, interpretando le emozioni di una città intera. “I have a dream”, ha twittato il direttore sportivo. La sua Virtus Lanciano e i suoi tifosi hanno un sogno da realizzare, tra sette giorni a Trapani, dove varrà solo un risultato, la Vittoria.

VIRTUS LANCIANO (4-3-3): Aridità; Aquilanti, Massoni, Rosania, Mammarella; Vastola, D’Aversa (C), Volpe; Sarno, Zeytulaev (11’s.t. Chiricò), Turchi (28’s.t. Margarita). A disp.: Amabile, Scrosta, Novinic, Capece, Paghera. All.: Cincione

TRAPANI (4-4-2): Pozzato; Lo Bue, Pagliarulo, Filippi (C), Sabatino; Barraco, Pirrone (27’p.t. Domicolo), Caccetta, Madonia; Abate (44’s.t. Mastrolilli), Gambino (41’s.t. Cianni). A disp.: Spezia, Daì, Priola, Montalbano. All.: Boscaglia

ARBITRO: Pasqua di Tivoli

MARCATORI: 2’s.t. Caccetta (T), 18’s.t. Rig. Volpe (V)

NOTE: terreno in discrete condizioni. Spettatori: 3700 circa . Ammoniti: 20’p.t. Caccetta (T), 28’p.t. Lo Bue (T), 47’p.t. Rosania (V), 7’ s.t. Abate (T), 40’s.t. Chiricò (V)

Angoli: 3 Virtus Lanciano, 1 Trapani.

Fuorigioco: 5 Virtus Lanciano, 1 Trapani

Recupero: 3‘ p.t., 3’s.t.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *