Ecco le proposte della Copagri per il rilancio dell’agricoltura abruzzese

La Confederazione dei Produttori Agricoli d’Abruzzo rilancia la necessità dell’apertura di una nuova stagione di collaborazione con le altre sigle del settore per affermare una rappresentanza più forte del mondo agricolo che dialoghi con pari dignità con gli altri settori produttivi e le istituzioni tutte. E’ quanto ribadito nel documento che questa mattina la Copagri ha fornito, a Pescara, dopo l’incontro avuto in Regione. Un documento che racchiude le indicazioni e i suggerimenti pervenuti al sindaco, dopo il dibattito svoltosi che ha avuto per tema il futuro dell’Agricoltura abruzzese. Proposte che sono arrivate da Mauro Febbo, assessore regionale all’Agricoltura e Foreste; Paolo De Castro, presidente commissione Agricoltura e Foreste al Parlamento Europeo; Francesco Verrascina, Presidente Nazionale della Copagri; i rappresentanti della cooperazione, quelli delle professioni e dell’istruzione agraria, dei rappresentanti del credito e del sistema bancario regionale e degli imprenditori agricoli convenuti.

La Copraghi ora propone che la nuova Politica agricola comune 2014/2020 non disincentivi la produzione e la manutenzione del territorio; che la stessa sostenga con decisione l’accorciamento delle filiere produttive e la concentrazione dell’offerta; che si punti al miglioramento dell’offerta qualitativa dei prodotti regionali anche con l’ausilio di marchi specifici, rafforzando il ruolo dei consorzi di tutela perché garanti dell’originalità dei prodotti; che è prioritario agevolare l’accesso al credito delle imprese agricole ed in special modo quelle dirette da giovani e da quelle che producono investimenti; che è utile favorire e facilitare l’accorpamento aziendale soprattutto nelle aree interne;  che è utile e necessario convertire a produzione le aree demaniali affidandole in prevalenza ai giovani agricoltori in attività o che s’insediano per la prima volta; che vanno attuate tutte le procedure per semplificare la burocrazia nella richiesta delle contribuzioni comunitarie e regionali; che vanno potenziate  le azioni di salvaguardia del territorio, soprattutto nelle aree interne e svantaggiate, puntando alla tutela ambientale e del paesaggio. Per questo fine va sottolineata e sostenuta economicamente l’azione delle imprese agricole; che va migliorata la promozione dei nostri prodotti tipici e locali facendola divenire parte fondamentale della promozione territoriale dell’Abruzzo.

Passi necessari per arrivare ad un’ azione spedita di semplificazione ed aggregazione delle strutture produttive (cantine sociali, frantoi sociali, cooperative, etc.) non solo per meglio concentrare l’offerta produttiva che aumenterebbe il potere contrattuale del settore ma anche per rendere possibile ed economicamente sostenibile per le aziende agricole le attività di certificazione della qualità. Inoltre, verificare, presso l’Unione Europea, la possibilità di “rimodulazione” dei fondi psr non spesi ricreare all’interno della Direzione Agricoltura più nuclei tecnici che si occupino di ricerca, studio, divulgazione ed assistenza, anche in concerto con le associazioni di categoria e le strutture di governo territoriale (Province, Comuni e Comunità Montane) che siano di riferimento e supporto alle politiche di crescita e di qualità e che, nell’immediato, curi  campagne informative e divulgative sui contenuti delle misure della condizionalità. Per il sindacato sarebbe opportuno mantenere ampio il ventaglio degli agricoltori dediti alla produzione attiva e manutenzione del territorio. Allo scopo, per il dibattuto concetto di “agricoltore attivo”, utile sarebbe una differenziazione percentuale sui premi tra chi è iscritto ad una gestione previdenziale come “Coltivatore Diretto” e/o “Imprenditore Agricolo Professionale” e chi no. Per le colture destinate alla produzione di energia rinnovabile, secondo la Copragi, è necessario incentivare il ricorso ad impianti produttivi minori, compatibili con l’ambiente e sostenibili sul piano produttivo in ambiti territoriali ristretti. Per l’energia solare, fatti salvi gli impianti ricadenti in aree dismesse ed abbandonate, si preferisce l’installazione sui tetti di abitazioni e/o strutture rurali e non sulle aree agricole produttive. Sempre in tema ambientare, la Copagri sostiene di non compromettere la fertilità dei terreni attraverso un più attento utilizzo delle naturali forme di rotazione aziendale, concimazione organica, intelligente uso della disattivazione produttiva e delle colture intercalari soprattutto nelle aree irrigue e pianeggianti.

Infine, un discorso a parte viene affrontato sull’Imposta Municipale Unica per la quale si sostiene un’attenta valutazione nell’applicazione, che riserva un grave peggioramento di carico fiscale per il comparto agricolo.

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