La mancata promozione non toglie meriti al Chieti dei giovani

È andata male, tutta la volontà e il coraggio messo in campo dai ragazzi di Paolucci non sono serviti a rovesciare le sorti di una sfida già ampiamente compromessa. Si può dire che un errore difensivo come quello commesso dal Chieti nel primo gol incassato a Pagani sia stato l’episodio cardine su cui sia poi girato tutto il lungo confronto di finale. La Paganese, è squadra esperta e ben organizzata, grazie ad un tecnico, mister Grassadonia, che mal sopporta i fronzoli e che tanto apprezza la concretezza del risultato. Una volta passata in vantaggio la compagine campana ha chiuso a doppia mandata la propria porta, ergendo una muraglia tanto cinica quanto solida. Per il Chieti da quel momento si è fatto tutto più difficile e l’impressione maturata è stata che, anche andando all’attacco per altre due ore, i neroverdi mai avrebbero scalfito le barricate della Paganese, se non in maniera contingente o occasionale. Non restano quindi rammarichi, non ci sono recriminazioni dettate dalla malasorte o da errori arbitrali, c’è solo da accettare, come sportivamente hanno fatto i quattromila spettatori di domenica, il verdetto del campo. Resta però negli occhi e nel cuore la commozione del lungo applauso tributato dai tifosi teatini a questo magnifico manipolo di ragazzi che con impegno e professionalità, è bene ricordarlo, hanno condotto un campionato magnifico. Qualche criticone dell’ultima ora, a Chieti è questa una tipologia umana da sempre numericamente rilevante, abbia la compiacenza di rammentare quali erano i timori di inizio stagione e in che cosa consistevano i programmi stilati. Avrà così ben chiara l’inopportunità di criticare chi sempre ha giocato con determinazione ammirevole e con volontà ferrea, onorando su ogni campo e in ogni domenica, senza eccezioni, la maglia indossata. Oggi è il momento di onorare tutti i protagonisti di questa squadra, dal presidente Bellia, a Paolucci e a tutti i ragazzi, senza dimenticare nessuno, perché tutti hanno dato nel loro ambito e in quantità diverse contributi ugualmente essenziali. Domani, solo domani, si potrà pensare al futuro, che si presenta denso di scelte difficili e problematiche. Oggi no, oggi è importante offrire a questa squadra tutta la riconoscenza sportiva che merita. Non sono i risultati che rendono grande una storia ma il valore degli uomini che l’hanno edificata, tutto il resto è silenzio.

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