Avezzano, Mariana Marku sarebbe stata uccisa per vendetta

Non sarebbe stato un incidente stradale ma si tratterebbe di un omicidio.

Mariana Marku, l’albanese di 30 trovata morta il 5 maggio scorso in località Cese di Avezzano sarebbe stata uccisa. Ma da chi? I carabinieri, che sin dal primo momento hanno avuto dubbi sulla dinamica dell’investimento, non si sono fermati a quella che sembrava l’ipotesi più accreditata ma hanno continuato a scavare, giungendo a questa importante svolta.

Coordinati dal sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Avezzano, Guido Cocco, gli uomini dell’Arma, dopo aver cercato tra i clienti del pub di Civitella Rovereto dove la donna lavorava – gli ultimi ad aver visto ancora in vita la donna – hanno concentrato le loro attenzioni sui tabulati e le celle telefoniche per riuscire a risalire alle chiamate effettuate e ricevute da Mariana. E proprio da questi esami che si è fatta strada, con sempre maggior prepotenza, l’ipotesi dell’omicidio. Tanto più che l’auto con la quale l’albanese è stata travolta, una Mercedes, rubata a Cerveteri, in provincia di Roma, fu ritrovata bruciata, lo stesso giorno della scomparsa di Mariana, giovedì 3 maggio, e presentava ammaccature compatibili con l’investimento. Dalla lettura dei tabulati sarebbero stati scoperti dei messaggi che Mariana, giunta in Italia da poco più di un anno, avrebbe avuto con una persona proprio nelle ultime ore di vita. Non è escluso che Mariana avesse ricevuto un sms con il quale veniva fissato un appuntamento, proprio nel punto in cui è stata travolta e uccisa, a poche centinaia di metri da casa sua. Secondo alcune indiscrezioni, nei giorni precedenti la morte di Mariana, sarebbero arrivati ad Avezzano alcuni connazionali della vittima, di cui poi si sono perse le tracce nelle ore seguenti la scomparsa della donna. I carabinieri danno molto rilievo a questa concomitanza: Mariana avrebbe potuto avere un conto in sospeso nel suo paese con qualcuno e sarebbe stata uccisa per vendetta.

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