Pescara, porto di nuovo invaso dalle alghe. Domani Febbo a Bruxelles per anticipare il fermo pesca

Alghe da una parte e burocrazia dell’altra. In mezzo, il porto di Pescara. Ma andiamo per ordine. La Provincia ha chiesto l’intervento del Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna  per un urgente intervento al molo nord per la rimozione di alghe e pattume che si sono nuovamente accumulati. “La situazione è di assoluta emergenza, esattamente come nel Settembre 2011: il caldo e il peggioramento della condizione del letto del fiume hanno determinato l’ammassarsi di alghe e immondizia che putrefacendosi provocano cattivo odore e rendono imminente e reale il rischio di pericolose conseguenze igienico sanitarie – ha spiegato il Presidente Testa -.La situazione può degeneri ulteriormente.

La città di Pescara è già fortemente provata dal mancato dragaggio del fiume e del porto e ritengo sia fondamentale non consentire ulteriori complicazioni”.

Intanto, si è costituito il comitato “Insieme per il porto” per sollecitare le istituzioni ad attivarsi e risolvere le gravi problematiche del fiume e del porto, dove il mancato dragaggio (bloccato dalla magistratura a dicembre dell’anno scorso) sta causando danni gravissimi.

Dalle iniziative a livello locale, a quelle che arrivano fino a Bruxelles. A portarle  all’attenzione del Commissario europeo agli Affari marittimi e alla Pesca, Maria Damanaki, sarà l’assessore regionale, Mauro Febbo. “Il nostro obiettivo è far comprendere al Commissario che la situazione legata al mancato dragaggio del porto di Pescara, con tutte le gravi conseguenze che essa comporta, ha tutti i crismi dell’emergenza e che merita un intervento deciso e immediato”. La Regione, infatti, aveva già fatto richiesta ufficiale alla Commissione europea per chiedere l’arresto temporaneo motivato da situazioni straordinarie relativamente alle imbarcazioni abilitate ai sistemi a strascico e volante, di stanza nel Porto di Pescara. Da Bruxelles è arrivato però un parere negativo nonostante l’ok sia dell’Autorità di Gestione del nostro Ministero delle Politiche agricole, sia il via libera della Conferenza della Pesca che aveva autorizzato la rimodulazione dei Fondi del Fep (Fondo europeo per la Pesca) per reperire le risorse economiche necessarie. “Per la Commissione europea – spiega l’assessore – si tratta di un fenomeno prevedibile, desumendo da ciò l’insussistenza dell’evento straordinario e, con essa, della legittimità del ricorso al FEP o ad aiuti di Stato in genere. Questo è il nodo che dobbiamo riuscire a dipanare e a supporto delle nostre legittime richieste ci sono anche le problematiche legate alla sicurezza del Porto come dimostrato dalle ordinanze emesse dalla Direzione Marittima.

Un’altra carta che Febbo giocherà sarà quella di chiedere un arresto immediato delle attività di pesca sin dal prossimo mese di luglio. L’iniziativa della Regione Abruzzo trova pieno avallo anche nelle posizioni espresse dalla marineria pescarese. “E’ l’unica misura utile e proponibile, per evitare a centinaia di operatori della Pesca l’impossibilità di portare avanti un’attività economica connaturata alle origini stesse della città”.

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