Chieti Calcio e Pallacanestro Teate rinunciano … saggiamente … a far domanda di ripescaggio.

Come nelle Vite parallele di Plutarco, che riuniva in coppie le biografie di uomini celebri, così possono sorprendentemente cogliersi straordinari parallelismi tra la Chieti Calcio e Pallacanestro Teate. Entrambe le squadre sono partite, non avendo altro obiettivo che la salvezza, tutte e due hanno condotto campionati strepitosi e inaspettati, sia l’una che l’altra hanno sfiorato la promozione in accesissime finali di playoff, e adesso, praticamente in un sincronismo temporale perfetto, rendono pubbliche, attraverso due rispettivi comunicati stampa, la   decisione di non effettuare domanda per il ripescaggio. Che si siano sentiti preventivamente? E’ possibile, ma poco importa nell’economia di scelte difficili e senza ritorno, sulle quali ha pesato molto un fattore importante, la confusione. Di certo non appaiono confusi i due presidenti, Bellia e Di Cosmo, che anzi mostrano, a leggere dietro le loro parole, una lucidità invidiabile. La confusione di cui parlo non è frutto della conduzione, a mio avviso esemplare, delle due società teatine ma piuttosto delle rispettive federazioni che ce la stanno mettendo tutta per confondere e intorbidire le acque, mostrando la solita incapacità e sprovvedutezza dilettantistica di chi s’improvvisa dirigente e manager. Del presidente, signor ragionier Macalli, ho già scritto in un articolo di qualche giorno fa e non vorrei dilungarmi ulteriormente. Di quanti campionati si comporrà la Lega Pro? Uno … Due? Bho! Il signor Tentenna un giorno dice una cosa e il giorno dopo smentisce indignato … se stesso. D’altronde questo grande dirigente, che governa come un sovrano assoluto, è lo stesso che qualche mese orsono ha respinto con fermezza la proposta di far giocare in Lega Pro le formazioni Primavera delle maggiori squadre nazionali, adducendo a motivo di ciò la considerazione che il format sarebbe scaduto al rango di campionato giovanile. E che cos’è oggi la Lega Pro grazie  alla politica portata avanti, proprio dal signo Presidente Macalli, dei contributi da destinare alle squadre che mettono in campo gli under? Non è forse già da tempo un campionato dove, giustamente, devono affermarsi i giovani? A ragione pertanto Bellia oggi rinuncia alla domanda di ripescaggio in Prima Divisione. Perché infatti oggi dovrebbe, da solo, investire la cifra folle si ottocenventitremila euro, a cui si aggiungerebbero le spese di rafforzamento della rosa,  per un campionato che comunque andrà in soffitta a partire dalla stagione 2013/14?  La stessa confusione regna sovrana anche nel basket, dove un campionato appena riformato viene nuovamente e radicalmente cambiato, gettando nel disorientamento non tanto le società che nascono, muoiono e rinascono dalle loro ceneri, vedi Napoli, quanto invece le franchigie più serie, quelle con i conti a posto, quelle che pagano i giocatori e non falliscono a metà campionato, quelle proprio come la BLS Chieti. Perché dovrebbe oggi il Presidente Di Cosmo investire per un campionato, molto oneroso e senza alcun futuro? Sia per il Chieti che per la Pallacanestro Teate, quindi, molto meglio sarà operare con saggezza, cioè investendo sui giovani, e se  sarà possibile, rafforzando la base societaria. Chieti ha già da tempo capito che i salti in avanti non pagano mai e che essere promossi per poi  pagar subito dazio, con rovinosi indebitamenti, non è più la strada giusta da seguire. A tempo debito, ne siamo certi, qualora i rispettivi federali non imperversino più a penalizzare gli onesti e a premiare i furbi, entrambe le società potranno competere per raggiungere obiettivi più consoni alla tradizione e al blasone di Chieti.

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