Dopo 24 anni di attesa pronta la nuova legge per la tutela, la valorizzazione e la commercializzazione del tartufo

Presentata oggi a Quadri, una delle località abruzzesi tra le più ricche, la nuova Legge per la tutela, la valorizzazione e la commercializzazione del tartufo, che arriva a 24 anni di distanza dall’ultimo provvedimento regionale. La nuova normativa consente di raccogliere e commercializzare per il consumo nove forme diverse di tartufo, appartenenti a sette specie distinte mentre assicura una maggiore flessibilità attraverso la chiusura di parte del territorio regionale alla raccolta, la variazione del calendario e delle quantità di raccolta giornaliere per esigenze legate alla tutela e all’incremento del patrimonio tartuficolo.

Un altro importante aspetto innovativo della nuova legge è rappresentato dall’identificazione delle “Zone geografiche di raccolta e produzione”, possibile perché la Regione Abruzzo dispone della “Cartografia delle aree vocate”. Inoltre, la Giunta Regionale ha la possibilità di promuovere l’istituzione di un marchio di qualità del tartufo abruzzese e sostenere tutte le iniziative orientate alla promozione del prodotto: ricerca, sperimentazione, tutela, percorsi gastronomici dedicati. La tecnica di raccolta rimane pressoché invariata, viene eliminato l’uso dello zappetto, rimane solo l’uso del vanghello mentre la validità del tesserino passa da 6 a 10 anni. Da segnalare una variazione importante rispetto alle norme in vigore relativamente alla tassa di concessione regionale che, a fronte dell’aumento previsto, destina il 50 per cento delle entrate ad attività inerenti la ricerca, sperimentazione, tutela e valorizzazione del tartufo istituendo, a tal proposito, uno specifico capitolo di spesa.

“Era giusto e necessario intervenire per adeguare il quadro normativo regionale ai mutati scenari di questo settore che e’ sempre piu’ in evoluzione”, ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo nel corso del suo intervento al convegno che si è tenuto a Quadri a cui hanno preso parte il sindaco ella località sangrina, Saverio Calabrese, l’esperto fiscale, Maurizio Bucci, il vicecomandante regionale del Corpo Forestale, Giorgio Morelli, il comandante provinciale di Chieti, Livia Mattei, e i due tecnici della Regione Abruzzo, Franco La Civita, e Gabriele De Laurentiis, che hanno lavorato alla stesura del testo. Tra gli intervenuti anche molti sindaci dei paesi limitrofi e naturalmente le rappresentanze di tutti gli attori coinvolti nel settore dei tartufi: produttori, raccoglitori, commercianti, trasformatori e ristoratori.

“E’ nato un confronto costruttivo – sottolinea Febbo – nel corso del quale abbiamo illustrato il testo della Legge presentata in Consiglio regionale e che tra 10/15 giorni sarà discussa in Commissione. Nel corso del dibattito sono emersi numerosi interventi di condivisione e plauso in merito al testo, atteso da molto tempo, e sono arrivati anche dei suggerimenti per piccole modifiche, come quelle relative agli orari, che solo al vaglio degli uffici competenti. Il confronto è stato utile anche per discutere degli aspetti fiscali in merito ai quali ritengo necessario intervenire a livello nazionale introducendo un regime agevolato ed un abbassamento dell’Iva al 4 per cento. Proposte che sono state ampiamente condivise da parte da tutti gli attori intervenuti. Ci tengo ad evidenziare come il mondo dei tartufi abbia accolto con grande favore questa nuova Legge che era diventata assolutamente necessaria ed urgente per un settore che è doveroso tutelare e valorizzare”.

Un mondo in continua evoluzione che riveste un ruolo sempre più importante nell’ambito delle produzioni tipiche regionali e che può vantare dati estremamente significativi: 6.000 cercatori autorizzati e paganti il tesserino per la raccolta, 36 aziende che ogni anno producono e lavorano 210 quintali di questo particolare e pregiato fungo (seconda regione dietro l’Umbria), 3 vivai per la coltivazione (di cui 1 pubblico) mentre sono 6 le associazioni riconosciute sul territorio abruzzese.

“Tutti i soggetti coinvolti nella filiera del tartufo in Abruzzo – conclude Febbo – sollecitavano, da anni, una nuova legge di riordino del settore, alla luce delle nuove esigenze derivanti da una diversa collocazione della Regione che negli ultimi anni si è ricavata un ruolo di primo piano a livello nazionale. Questa proposta, predisposta dagli organi tecnici del competente Servizio della Direzione Agricoltura nel rispetto dell’attuale quadro normativo della Legge 752/85, nasce con il duplice scopo di tutelare e preservare il patrimonio tartufigeno della regione e al tempo stesso valorizzare la produzione locale, ancora troppo spesso venduta, in modo anonimo, sui mercati di regioni più conosciute. L’incontro di Quadri rappresenta un ulteriore momento di confronto visto che gli operatori del settore sono stati coinvolti a vario titolo nel corso della stesura dell’articolato ad iniziare dagli organi delegati al controllo unitamente alle associazioni dei tartufai e dei tartuficoltori”.

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