Porto di Pescara, il sindaco attacca il PD: “Fa solo propaganda e non offre nessuna soluzione”

“Dal giorno del mio insediamento non c’è stato istante che non mi sia occupato della vicenda porto finendo sempre contro un muro di gomma. Abbiamo tentato ogni strada, e ogni volta abbiamo trovato cancelli chiusi e porte serrate. I soldi per dragare ci sono, ci sono sempre stati, ma non ci hanno permesso di utilizzarli, una situazione da teatro del paradosso. E a sguazzare in questo paradosso è stato sempre il Pd, quello al quale, quando governava la città, hanno sempre permesso di dragare il fiume e gettare i fanghi nella vasca di colmata che fino al 2008, caso strano, si poteva usare, ma improvvisamente dal 2009 non si poteva usare più”.

Luigi Arbore Mascia va giù duro dopo le ultime polemiche sul mancato dragaggio del poeto canale di Pescara e sulle accuse che sono piovute addosso alla sua amministrazione.

“E dal 2003 al 2009 sono state utilizzate le procedure più disparate: rileggendo le carte, abbiamo ritrovato le delibere con le quali il dragaggio venne affidato addirittura al Consorzio Asi-Val Pescara, e utilizzando sempre la vasca di colmata – denuncia ancora il primo cittadino di Pescara -. Quando già nel 2009 ho capito che qualcosa non andava per il verso giusto, ho chiesto subito di poter riutilizzare, anche noi, quella vasca, e il Pd per primo tirò fuori il documento con cui alcuni tecnici dell’Arta avevano certificato l’inutilizzabilità della vasca stessa. Oggi il Pd salta sui tavoli e pretende di dare lezioni di ‘buon governo’, ovviamente chiedendo di accelerare lo svuotamento della vasca per il suo utilizzo. Abbia il pudore di tacere il Pd, e si ricordi come per sei anni invece di portare avanti il progetto per l’ampliamento del nuovo porto o per lo sfondamento della diga foranea, pensava a creare ‘carrozzoni’, istituendo un presunto ‘Ente delle Autorità portuali’, e anche in tal senso abbiamo scavato tra le delibere. Stiamo lavorando da tre anni per salvare il nostro porto, impedendo la sua chiusura, appellandoci a ogni forza e Istituzione per riuscire a eseguire il dragaggio: bene ha fatto il Presidente della Confcommercio Ardizzi a istituire un presidio per tenere alta la guardia e l’attenzione su una problematica che riguarda tutta la città a tutela di tutti quei lavoratori che stanno pagando sulla propria pelle i problemi odierni. Nei prossimi giorni torneremo a Roma, per verificare a che punto stanno le pratiche e vigileremo sulle attività di analisi in corso, pretendendo il rispetto di una tempistica precisa. Basta con i proclami di piazza: se il Pd non ha nulla di concreto da dire, né proposte reali da fare, taccia e reciti il mea culpa”.

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