La UilM preoccupata per il silenzio sulla crisi alla Honda di Atessa. La Fiom proclama 4 ore di sciopero contro il decreto sul mercato del lavoro

C’è un silenzio assordante sul destino dei 647 dipendenti Honda e per 1.500 lavoratori di 23 aziende dell’indotto mentre si aspetta che sia fissata la data per incontrare la proprietà Honda Giapponese presso il Ministero dello Sviluppo Economico. In soli due mesi la produzione programmata dalla Honda per il 2012 ha perso circa il 20% passando da 75.000 moto a 60.440; dati negativi anche per i motori power che da 325.000 scendono a 300.000.  I numeri sono preoccupanti e la rappresentanza sindacale ritiene che sia stato raggiunto “il punto di non ritorno”.

La denuncia arriva dal segretario provinciale della Uilm di Chieti, Nicola Manzi.

“Tutto tace. Salvo un incontro richiesto con largo anticipo dalla direzione locale Honda per il 2  luglio presso l’Associazione degli Industriali di Chieti – dice Manzi -.Intanto, i circa 2.200 dipendenti della Honda e dell’indotto si fermeranno dall’11 luglio al 3 settembre con la cassa integrazione e ferie. Mentre la casa madre Giapponese si appresta ad assegnare 13 nuovi modelli ad altri stabilimenti, la Honda di Atessa in soli tre anni  perde volumi  impressionanti scendendo da 180.000 moto a 60.440 e da 800.000 motori power a 300.000. La recente visita del presidente della Honda Italia ha confermato tutte le nostre preoccupazioni: la Honda di Atessa non rientra tra le aziende idonee a produrre moto importanti per il mercato mondiale e il prossimo settembre la produzione de motori SH125 e SH150 sarà trasferita in Vietnam. Le nuove politiche industriali della casa madre rischiano di cambiare radicalmente la missione dello stabilimento Honda di Atessa che, dopo aver prodotto per circa 40 anni autonomamente componenti e moto con il supporto delle aziende locali, rischia di trasformarsi in un punto di assemblaggio senza indotto”.

Intanto, la FIOM Provinciale di Chieti ha dichiarato 4 ore di sciopero, a termine di ogni turno di lavoro, in tutta la Provincia di Chieti per domani, 26 giugno, contro il decreto sul mercato del lavoro

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