Crisi alla Honda di Atessa: la vertenza dev’essere affrontata a Roma

La vertenza Honda, alla luce del piano triennale annunciato ieri dalla Honda Italia ,che prevede un taglio occupazionale di 303 lavoratori su 647 totali, non può e non deve rimanere a livello locale, ma dovrà essere discusso su un tavolo nazionale. L’unico stabilimento della casa nipponica in Europa deve ricevere massima attenzione e deve portare a un confronto tra i responsabili della casa madre e le sigle sindacali nazionali.

Questo è quanto scaturito oggi a conclusione dell’assemblea che i lavoratori del marchio giapponese hanno deciso d’accordo con i segretari provinciali di Fiom Cgil, Fim Cil e UilM. Che la crisi vi fosse e che avesse colpito pesantemente la prima fabbrica metalmeccanica sorta in Val di Sangro non v’era dubbio. La conferma, d’altro canto, veniva anche dalla lettura della produzione, scesa da 180mila moto a 60mila. Ma quel che ha sorpreso maggiormente è stato il taglio occupazionale paventato: 303 unità su 647 attualmente al lavoro. Senza contare i riflessi sull’indotto con circa 50 aziende di piccole e medie dimensioni che fanno parte della costellazione che impegnano quasi 1.500 operai.

C’è voglia di chiarezza e soprattutto la ferma volontà di far restare a Piazzano di Atessa una realtà industriale importante e vitale per l’intera economia del territorio e per l’intera regione Abruzzo. Si deve fare in modo che la Honda arresti la sua volontà di trasferire la produzione nei paesi dell’oriente. Ecco perché è fondamentale che le parti s’incontrino a Roma. I margini per trovare un’intesa ci sono e vanno seguite tutte le strade possibili.

Per venerdì prossimo è previsto un incontro a Lanciano, nella sede dell’Associazioni Industriali e in quella sede si ribadirà quanto emerso nell’assemblea di oggi.

Sulla stessa frequenza il segretario regionale di Sel, Gianni Melilla, ha chiesto che la Regione Abruzzo “deve raccordarsi con i sindacati e aprire immediatamente un confronto con Honda e Pilkington, coinvolgendo il Ministero alle Attività Produttive, essendo palese la rilevanza nazionale di queste vertenze e l’incidenza sulle politiche industriali del Governo in 2 settori così importanti per l’industria manifatturiera italiana. Sarebbe opportuno convocare una seduta straordinaria del Consiglio Regionale aperta ai sindaci del Vastese e del Sangro, ai lavoratori e ai Sindacati per assumere politicamente l’impegno della massima Istituzione abruzzese nella difesa del suo apparato industriale”.

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