Teramo Basket la fine è vicina: Solo un miracolo può salvare la società biancorossa dal fallimento

Un miracolo. Solo quello può salvare la pallacanestro teramana che è ormai ad un passo dal fallimento. Il patron Lino Pellecchia è ormai rimasto solo ad affrontare una situazione che numeri alla mano è troppo più grande di lui, troppo complicata e peggio ancora troppo pesante. Il numero uno biancorosso sembra ad un passo dall’alzare bandiera bianca e in un solo colpo cancellare quasi dieci anni di storia che hanno visto Teramo nel gotha del basket italiano.

Come se non bastasse ieri c’è stato anche il trasloco dalla sede di Via De Albentiis verso un nuovo sito che allo stato attuale ancora non c’è e chissà se mai esisterà. Troppo alto e oneroso l’affitto da pagare per le ormai vuote casse dei biancorossi che a questo punto possono solo invocare un miracolo. Ma chi può compierlo un gesto simile di questi tempi e avere il coraggio di sborsare cifre superiori agli otto milioni di euro per evitare una sciagura sportiva di questo tipo ?

La risposta è nessuno. Una risposta secca, brutta ma realista. In un periodo dove il Giulianova calcio rinuncia all’iscrizione in Seconda Divisione e dove diverse realtà sportive dilettantistiche sono costrette ad alzare bandiera bianca perché si fa fatica persino a raccogliere cento euro da qualche commerciante o imprenditore che è costretto a tirare la cinghia su tutto.

Il basket teramano è ad un passo dal finire nel modo più inglorioso possibile una storia bella, unica e piena di grandissimi successi. Vittorie firmate dall’accoppiata Antonetti-Gramenzi che portò Teramo dalla B1 fino alla serie A,passando per le imprese dei vari Carter, Brennerman, Tucker, Hoover, Poeta per arrivare fino a colui che è stato anima di quel sogno che è poi diventato realtà ovvero Mario Boni. Allenatori che grazie a Teramo hanno vissuto stagioni importanti come Pancotto, Boniciolli, Bianchi, Ramagli e quell’Andrea Capobianco che portò Teramo a giocarsi lo scudetto per la prima volta nella sua storia.

Tempi d’oro e indimenticabili che tutta la città ha vissuto con grande emozione. Ma adesso ci si chiede dov’è la città ?! Tutte quelle persone che affollavano il PalaScapriano e che si ritenevano tifosi della pallacanestro ora dove sono ?! Tutta quella gente truccata e rivestita che si presentava con biglietto in tribuna vip o poltronissime cosa sta facendo ?! Nulla perché purtroppo il basket a Teramo è un fenomeno di costume che spesso e volentieri veniva prima del risultato sportivo in se. A Treviso, Pesaro, Milano e Roma forse le cose sarebbero andate diversamente e il “popolo” si sarebbe fatto sentire. Ma qui le cose non vanno affatto cosi. I miracoli forse esistono da qualche parte, ma se cosi non dovesse accadere saremmo proprio curiosi di vedere quanta gente il prossimo anno sarà sulle tribune per vedere una partita di B2 o C1. Ai posteri l’ardua sentenza.

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