Morte Morosini, il giudice reintegra in servizio dell’Ufficiale dei vigili urbani sospeso

Il Giudice del Lavoro di Pescara Franco Di Pietro ha accolto stamane la richiesta di sospensiva presentata, per l’ex articolo 700, dal maggiore dei Vigili urbani di Pescara sospeso dal servizio dopo l’episodio drammatico della morte del calciatore Morosini e il ‘caso’ dell’auto di servizio parcheggiata all’interno dello Stadio. Il Giudice ha dunque disposto la reintegra in servizio dell’Ufficiale in attesa del pronunciamento nel merito.

Nel proprio dispositivo il giudice ha affermato che ‘dagli elementi acquisiti, pur nella sommarietà dell’istruttoria esperibile in sede cautelare, sembra emergere che non vi fossero disposizioni specifiche intese a mantenere libero l’accesso all’unico varco carrabile esistente nello stadio in cui sono avvenuti i fatti per l’eventuale ingresso di automezzi di servizio all’interno del campo sportivo. Al contrario, le tre ambulanze destinate all’immediato intervento erano dislocate non in prossimità di detto varco, bensì in prossimità di altri accessi esclusivamente pedonali, in quanto la prestazione di assistenza sanitaria, anche urgente, all’interno del campo era affidata a personale medico e infermieristico, dislocato in due postazioni, mentre, ove vi fosse stata necessità di trasportare l’assistito in ospedale, lo stesso personale sanitario avrebbe dovuto provvedere ad eseguirne il trasporto in barella fino a una delle tre ambulanze disponibili, collocate ciascuna in una rispettiva posizione strategica intorno allo stadio. Vi era dunque, per quanto attiene l’assistenza sanitaria, un sistema organizzativo che non prevedeva l’ingresso in campo degli automezzi di soccorso’. E il dispositivo continua sostenendo che ‘Altri automezzi di servizio (con diverse funzioni e con diversa appartenenza alle rispettive Forze dell’Ordine) stazionavano invece proprio nell’area antistante il suddetto varco per essere immediatamente reperibili per lo svolgimento dei servizi interni ed esterni’; in ‘questo quadro (che emerge dalle prevalenti dichiarazioni acquisite in sede di sommarie informazioni) non sembra si possa ritenere provato con certezza che vi fosse una specifica disposizione a tenere costantemente libero e accessibile il varco, tanto più che l’immediata accessibilità e mobilità di tutti i mezzi presenti era comunque garantita dai rispettivi autisti’. In merito alla presenza dell’auto del ricorrente, il giudice ha affermato che ‘anche altri automezzi sostavano in sosta davanti all’unico varco carrabile e la richiesta di far accedere una ambulanza all’interno del campo è stata determinata da una situazione del tutto eccezionale…risulta comunque che dal momento in cui è sopraggiunta una delle due ambulanze a quello in cui la stessa è potuta accedere in campo è trascorso un tempo assai breve, certamente inferiore ai tre minuti’. In conclusione il giudice, nell’attesa del giudizio di merito, ha ritenuto che ‘l’immediata applicazione della sanzione disciplinare adottata nei confronti del ricorrente non può non ritenersi per quest’ultimo gravemente pregiudizievole, sia per la non trascurabile decurtazione della retribuzione, sia per la possibile immediata incidenza negativa sull’immagine professionale, mentre la sospensione cautelare del provvedimento sanzionatorio non esclude la piena applicabilità della sanzione a opera del Comune convenuto a seguito di un diverso esito del possibile giudizio di merito’.

Il Giudice ha dunque  disposto che ‘in accoglimento del ricorso, sospende l’applicazione del provvedimento disciplinare della sospensione dal servizio e dalla retribuzione per mesi sei irrogato al ricorrente, ordinando al Comune di Pescara l’immediata riammissione del ricorrente nel pieno svolgimento delle sue prestazioni e condannando il Comune a rifondere al ricorrente le spese e competenze giudiziali’, ossia 800 euro complessive. L’avvocato Lorena Petaccia, che ha difeso il Comune di Pescara, ha affermato, in una relazione che “sebbene si comprenda da un punto di vista umano le ragioni che hanno spinto il Giudice del Lavoro a sospendere la misura disciplinare comminata al ricorrente, in ragione dell’imprudente e negligente sosta dell’autovettura di servizio dinanzi all’unico ingresso carrabile al campo da gioco, si ritiene censurabile per motivi di ordine giuridico-processuali. Nel provvedimento disciplinare non c’era il ‘periculum in mora’ in quanto si trattava di mera sospensione e non di licenziamento; inoltre l’Ente aveva garantito al maggiore la conservazione del 50 per cento dello stipendio, il che denotava la mancanza di un danno economico; mancava poi il presupposto del ‘fumus boni iuris’ perché dai documenti esibiti si evidenziava come al maggiore fosse affidata, il 14 aprile scorso, solo la responsabilità dei servizi di viabilità, che il che implicava che dovesse non essere presente allo Stadio, ma solo nelle vie limitrofe. D’altronde l’ordine di servizio della Questura tassativamente esplicitava che i vari responsabili dovessero tenersi in contatto radio mediante apparecchi radio, dunque non vi erano ragioni oggettive per giustificare la presenza dell’Ufficiale allo stadio in quel giorno. D’altro canto, comunque il fatto che il maggiore avesse parcheggiato l’auto di servizio proprio di fronte all’unico ingresso carrabile all’ingresso al campo da gioco era e rimane un comportamento deprecabile’.

“Prendiamo atto della decisione del giudice, perché le sentenze si accolgono e non si commentano, e ora saranno gli uffici legali del Comune, che stanno seguendo la vicenda, a decidere se presentare un reclamo, per il riesame del ricorso da parte del Collegio del Tribunale, o se attendere la decisione nel merito, attesa per settembre – ha commentato il sindaco di Pescara Luigi Albore Masci – I legali dell’ufficiale hanno presentato un ricorso d’urgenza dinanzi al Giudice del Lavoro contro il provvedimento ritenendolo, evidentemente, inadeguato, e hanno chiesto un pronunciamento immediato sulla base dell’articolo 700 per chiedere la sospensione dell’efficacia del ricorso sostenendo l’esistenza di un pregiudizio grave e irreparabile per il maggiore. Solo in un secondo momento si entrerà nel merito. Nel corso della seconda udienza, la scorsa settimana, sono stati ascoltati quattro testimoni e oggi il giudice ha emesso la propria decisione”.

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