Lega Pro: qualcuno fermi il Capitano Achab!

Ancora poche ore e, ricorsi al TAR permettendo, avrà fine questa stucchevole vicenda legata al format da dare quest’anno ai campionati di Lega Pro. Dopo il forfait di Spal, Foggia e Siracusa, altre 10 squadre hanno presentato ricorso avverso alla loro esclusione dai ranghi della Lega. Venissero accolti tutti i ricorsi, ipotesi che qualcuno, sospettamente, ritiene probabile, anzi certa, le squadre in totale sarebbero 69. L’ineffabile ragionier Macalli, in ragione di questo, ancora poche ore fa ha dichiarato, secondo una nota Ansa, con la solita arrogante ostinazione ”Confermo comunque che avremo la Lega Pro, suddivisa in Prima e Seconda Divisione”. Siamo quindi alla farsa! Le squadre di Prima Divisione sono 32, saranno divise in due gironi da 16, che per la nota riforma, non avranno retrocessioni. E quindi via … con i ’98, ’97 e ’96 in campo, alla faccia della qualità del gioco e del rispetto dei tifosi. Niente male, potranno riempirsi le tasche dei contributi federali e attendere a pancia piena che la riforma vada a compimento. Di tutt’altro tenore la vita che si prospetta per le povere e derelitte 37 squadre di Seconda Divisione, divise in due gironi, uno di 18 e l’altro di 19, con ben 18 retrocessioni complessive. Piazzarsi a metà classifica significherebbe retrocedere tra i dilettanti della D. A questo si aggiunga che già a metà campionato un certo numero di squadre rassegnate farebbe sicuramente saltare il banco. Perché pagare i giocatori se poi il destino fatalmente destinerebbe metà girone nelle categorie non professionistiche? Forse alcune, le più virtuose, si fa per dire, a gennaio amministrerebbero più virtuosamente le propeie casse, mandando in campo i pulcini, così incassando i sempre ricchi contributi di cui sopra, anche qui alla faccia della regolarità dei risultati e delle classifiche. Tempi duri, durissimi, per L’Aquila, Teramo e Chieti tristemente destinate a giocare in una sorta di campionato di Rollerball, dove tutto varrebbe pur di salvar la pelle e di classificarsi nel novero delle elette. Non ancicipare di un anno la riforma, procrastinando ottusamente la creazione di una sola categoria di squadre divise in tre gironi, porterebbe, pertanto, fatalmente al naufragio la Lega Pro, una barca ormai da tempo governata da venti di burrasca e prossima ormai a inabissarsi. Qualcuno convinca il Capitano Achab a recedere da questa follia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *