Picchia la moglie davanti alla figlia, arrestato dai carabinieri di Castel Frentano

Arresto per maltrattamenti e per resistenza a pubblico ufficiale. Con queste accuse  Consiglio Abbonizio, 47 anni, originario di Castel Frentano, in vacanza nella cittadina  con la famiglia, è finito in cella dopo aver picchiato la moglie. E’ avvenuto la notte scorsa a Castel Frentano. Ad accorgersi che qualcosa di grave stava accadendo è stato il Comandante della locale stazione dei carabinieri, il maresciallo Giannuzzo, che libero dal servizio, ha udito delle grida disperate e una richiesta di aiuto da parte di una donna. Il sottoufficiale, immediatamente si precipitava in strada e dopo aver individuato l’appartamento da dove giungevano le grida,  raggiunta la porta, sente che all’interno un uomo sta picchiando una donna. Cerca di farsi aprire, ma nessuno risponde, fino a quando, un attimo prima di sfondare la porta, la donna apre, con il volto insanguinato e piena di ematomi. All’interno c’è un uomo completamente obnubilato dall’alcol e una bambina di 10 anni, davanti alla quale si è svolto il pestaggio. Il maresciallo, raggiunto dai suoi uomini, entra in casa. Lei e la piccola, sono belgi, mentre lui, di Castel Fentano, ma da tempo trasferitosi in Belgio. L’Abbonizio viene invitato a raggiungere la locale caserma, ma si divincola e oppone forzosa resistenza. Per la donna, invece, interviene immediatamente il 118 che, viste le condizioni disastrose, la conduce presso il nosocomio di Lanciano, ove riceverà le cure del caso, affiancata da una creatura sempre più spaventata. Dagli accertamenti diagnostici emerge che la donna ha incassato botte in ogni parte del corpo, ma soprattutto alla mandibola. Si scopre che non è la prima volta che subisce violenza ma nonostante ciò, però, decide di non denunciare il marito. Attorno a lei si crea un cordone di solidarietà, soprattutto volto a cercare una più dignitosa sistemazione alla piccola: si muovono il Sindaco di Castel Frentano, le assistenti sociali, i carabinieri e loro congiunti conoscitori di lingua, si instaura un contatto con il Consolato belga, perché abbiano un sostegno anche e soprattutto quando faranno ritorno al loro Paese. Lui, intanto, dimostrata la reiterazione, viene tratto in arresto

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