Futuro dell’Università di Teramo, la FLC Cgil chiede chiarezza sulle strategie dell’Ateneo

“Abbiamo aspettato anche per rispetto dei ruoli che ciascun organo ha all’interno dell’Ateneo, ma senza perdere la nostra convinzione dell’assoluta necessità del rilancio nel loro complesso delle attività didattiche, di ricerca e gestionali dell’ateneo che, d’altra parte, non può prescindere da un confronto con le ipotesi da mesi avanzate da attori istituzionali pubblici e privati e dalle parti sociali abruzzesi di federazione, fusione o altre forme di collaborazione tra le tre università abruzzesi. Con grande senso di responsabilità nelle ultime settimane abbiamo atteso che i vertici di governo (Rettore e Senato Accademico) di UniTE facessero chiarezza su due aspetti fondamentali per gli assetti istituzionali futuri e il rilancio delle attività dell’Ateneo”.

La rappresentanza della FLC CGIL dell’Università di Teramo, rompe il silenzio e lancia un chiaro messaggio soprattutto per conoscere quale sarà il futuro dell’teneo

“Le due questioni, tra loro strettamente connesse, che necessitano di essere chiarite per procedere ad una ottimale impostazione del nostro lavoro futuro sono: la definitiva chiusura del processo di approvazione dello Statuto; la cessazione dal ruolo di docente dell’attuale Rettore per raggiunti limiti di età e l’avvio delle procedure per l’elezione del nuovo Rettore. Sulla questione del nuovo Statuto dell’Ateneo diciamo basta a manovre dilatorie e affermiamo la necessità di procedere immediatamente ai passaggi della fase integrativa dell’efficacia dello Statuto in modo tale che lo stesso possa essere pubblicato nella gazzetta ufficiale al più tardi per gli inizi di settembre 2012. Sul punto – si legge nel documento della FLC – vogliamo sottolineare che la nostra posizione, in conformità a quanto stabilito dalla giustizia amministrativa, da ultimo il TAR Umbria nella sentenza 261/2012, è che la data di adozione dello statuto è quella corrispondente al momento in cui il Senato Accademico ha licenziato il testo inviato al MIUR per le sue osservazioni. Nel caso di UniTE tale data è il 21/10/2011. Ne consegue a nostro parere che l’adozione dello Statuto è da intendersi avvenuta nell’a.a. 2010/2011. Siamo ben consci del fatto che l’art. 16 dello Statuto vigente fa riferimento alla data del 1 ottobre come inizio dell’anno accademico, ma ciò esclusivamente per l’avvio delle attività didattiche e non per tutta l’attività istituzionale dell’Ateneo che in conformità a quanto prescritto dalla legge ha inizio il 1 novembre. Evidenziamo questo perché ai termini di quanto prescritto dall’art. 2 comma 9 della legge 240/2010 (Riforma Gelmini) il mandato dei Rettori è prorogato sino al termine dell’anno accademico successivo a quello di adozione dello Statuto. Nel caso dell’Ateneo di Teramo, pertanto, il mandato del Rettore deve intendersi prorogato fino alla fine dell’anno accademico 2011/2012 (31 ottobre 2012). Se l’interpretazione indicata delle norme pertinenti è corretta ciò significa che l’Università di Teramo è già in ritardo rispetto alla convocazione della procedura elettorale per il nuovo Rettore. Peraltro la normativa attuale fa riferimento ad una situazione nella quale il Rettore prorogato risulta essere un docente di ruolo. Qui veniamo alla seconda questione che gli organi di governo di UNITE, in primis il Senato Accademico, devono chiarire. L’attuale Rettore di UNITE matura i requisiti per essere collocato a riposo per raggiunti limiti di età il 1 novembre 2012 e, a nostro avviso, non si rinvengono nella normativa elementi che permettano un posticipo del pensionamento oltre quel termine. Facciamo presente che l’art. 14, comma 5, della legge 311/58, che pure prevedeva che i professori che ricoprivano l’ufficio di Rettore collocati a riposo potessero continuare nel loro ufficio fino alla scadenza del periodo del mandato, è stato oggi espressamente abrogato dall’articolo 29 della legge 240/2010. D’altra parte, la legge 240/2010, in particolare l’art. 25, ha altresì abrogato per i soli docenti e ricercatori universitari il prolungamento biennale del servizio previsto dall’art. 16 del Dlgs 503/92. Oltre a ciò riteniamo significativo sottolineare che il recente provvedimento sulla spending review rispetto alla riduzione delle dotazioni organiche attribuisce una sicura priorità a quei lavoratori che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi per il collocamento a riposo. A nostro parere, nel determinare l’avvio delle procedure per l’elezione del nuovo Rettore, il Senato Accademico non può non tenere conto di tali circostanze. Riteniamo, inoltre, che qualsiasi proroga del mandato dell’attuale Rettore possa comportare per il Senato Accademico, il Consiglio di Amministrazione e il collegio dei Revisori dei Conti una responsabilità contabile che siamo pronti a far valere nelle sedi più opportune qualora l’interpretazione della pertinente normativa dovesse risultare conforme a quanto esposto in questo comunicato. Sul piano politico sollecitiamo con forza il Senato Accademico di UNITE a chiarire al più presto le questioni che abbiamo indicato, in modo da recuperare una dimensione di certezza della situazione, indispensabile per consentire a tutti il lavoratori di UNITE di partecipare attivamente alla determinazione di un piano di rilancio e di sviluppo del nostro Ateneo”.

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