Siamo alle comiche! La riforma dei campionati di Lega Pro slitta al 2014 … forse … chissà!

Siamo alle comiche, come già da noi previsto in tempi insospettabili. L’avevamo ampiamente previsto, non perché avevamo la palla di cristallo ma perché è del tutto evidente che la gestione del ragionier Macalli sta portando allo sbando la Lega Pro. La tanto decantata riforma non s’ha da fare né domani né … mai, pardon forse sì … ma … tra due anni .. chissà! La riforma, che avrebbe dovuto riunire, dopo trenta lunghi anni e passa, Prima e Seconda Divisione in una Lega Pro unica a tre gironi è rinviata a data da destinare. Certamente non quest’anno nè l’anno prossimo. Se ne riparlerà, forse, ma non è detto, per il 2014. Non sapevano come uscire dal guazzabuglio in cui loro stessi, i federali, si erano cacciati e allora meglio rispolverare il caro vecchio Tommasi di Lampedusa. “Tutto deve cambiare, affinchè tutto rimanga com’è”. Non cambiano niente, perché non hanno la capacità gestionale per farlo e intanto le squadre di Lega Pro sono allo stremo. Dovrebbe essere la Lega a condurle fuori dal guado della crisi in cui si dibattono attualmente ed invece il ragionamento è “Non facciamo nulla tanto il prossimo anno falliranno un altro po’ di squadre e … finalmente faremo la riunione … forzosa … dei campionati”. Ci chiediamo? Abete è compartecipe? Se così fosse ci sarebbero gli estremi per chiedere le dimissioni della massima carica federale del nostro calcio, responsabile di assistere al tracollo e alla morte di tante società nell’ignavia più totale. Il Presidente Abete dovrebbe ricordarsi di avere tra i suoi obblighi quello di tutelare tutte le società professionistiche del calcio italiano, tutte non solo quelle di Serie A. E’ il caso di ribadirlo?

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