Teramo, in Provincia approvato il bilancio. Catarra pronto a ricorrere a Tar e Consulta per la soppressione dell’ente

Il Consiglio provinciale di Teramo ha approvato ieri sera dal Consiglio il bilancio caratterizzato dai tagli. Sono 12 i milioni meno dovuti alle minori entrate e ai tagli della spending review. Tagli a molti settori per far quadrare i conti. Il documento finanziario è di 59 milioni e 500 mila euro. 

“Eravamo pronti  a chiudere il bilancio a febbraio, poi la nevicata per la quale non avremo nulla dal Governo, poi un primo taglio di 2 milioni e mezzo di euro nei trasferimenti, infine la spending review – dice l’assessore Davide Di Giacinto -. Lo approviamo sapendo che fra qualche settimana dovremo fare subito una variazione per altri minori trasferimenti. In due anni alla Provincia di Teramo – aggiunge – sono stati tolti 12 milioni di euro senza contare le minori entrate. Questo bilancio garantisce solo i servizi essenziali ma ad agosto sappiamo gia’ che dovremo operare un ulteriore taglio e se il Governo non fornisce una qualche indicazione da settembre non sapremo come andare avanti”. Garanzie su servizi essenziali come il trasporto disabili – per il quale la Provincia copre anche parte della quota regionale arrivando all’80% della spesa – la manutenzione ordinaria, quella sulle scuole superiori, la spesa per eventuali nevicate invernali. “Per il resto è stato ridotto il budget di ogni settore” ha specificato Di Giacinto. Fra i tagli operati dal Governo quello per i dipendenti dei Centri per l’Impiego, poi le risorse per l’urbanistica e il Genio Civile e quelle per i danni cinghiali per citarne alcuni. 

Intanto, sulla soppressione della Provincia di Teramo, che sarà annessa a quella de L’Aquila, il presidente Valter Catarra annuncia il possibile ricorso al Tar ed alla Consulta. “Questo provvedimento – afferma – è raccapricciante oltre che incostituzionale e per molti versi pesantemente dannoso non solo sul piano sociale, storico e culturale perché incide sulle identità dei territori ma perché inciderà molto negativamente su un aspetto che forse oggi più di altri dovrebbe interessare: quello economico; l’annessione della Provincia trascinerà in un buco nero anche il un tessuto produttivo e commerciale locale che perderà il suo centro di riferimento. Stiamo valutando l’ipotesi di presentare subito un ricorso al Tar e sto valutando, insieme all’avvocatura, se la Provincia ha un legittimo interesse per produrre un ricorso alla Corte Costituzionale. In questo percorso non sono solo, in questi giorni mi sono messo in contatto con altre Province per valutare il da farsi e farlo insieme”. 

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