Carcere di Vasto, si toglie la vita assistente capo della Polizia Penitenziaria

“E’ notizia di queste ore l’ennesimo tragico suicidio tra gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria.Un Assistente Capo di 49 anni, M.M., sposato con tre figli, si è tolto la vita sparandosi al petto con l’arma d’ordinanza in Caserma, nel carcere di Vasto. Questa nuovo tragedia tra i Baschi Azzurri deve fare seriamente riflettere tutti coloro che colpevolmente hanno trascurato e trascurano il disagio lavorativo dei poliziotti penitenziari. Non è più possibile assistere inermi a queste morti assurde. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria accertò che i suicidi di appartenenti alla polizia penitenziaria, benché verosimilmente indotti dalle ragioni più varie e comunque strettamente personali, siano in taluni casi le manifestazioni più drammatiche e dolorose di un disagio derivante da un lavoro difficile e carico di tensioni. Ma poi non è stato in grado di predisporre alcun intervento concreto risolutivo, anche per le diffuse colpe di Capi Dipartimento, Direttori Generale, Provveditori Regionali, direttori di carcere. Quanti si sono premurati di verificare davvero le condizioni di disagio dei poliziotti? Quanti hanno messo in campo efficaci strategie per contrastare il disagio lavorativo, anche attraverso collaborazioni con centri di ascolto? Sono probabilmente meno delle dita di una mano. E questa è una vergogna, una colpevole vergogna”.

Non nasconde la sua ira Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, alla notizia di un nuovo suicidio tra i poliziotti penitenziari. A togliersi la vita za”.

“In pochissimi mesi abbiamo avuto colleghi suicidi a Trapani, Formia, San Vito al Tagliamento, Battipaglia, Torino, Mamone Lodè, Caltagirone, Viterbo, Rossano ed un suicidio persino a bordo di un traghetto che da Genova era diretto ad Olbia, venti giorni fa. Dal 2000 ad oggi sono stati circa 100 i poliziotti penitenziari che si sono uccisi, 1 direttore di istituto (Armida Miserere, nel 2003 a Sulmona) e 1 dirigente regionale (Paolino Quattrone, nel 2010 a Cosenza). Come ci può continuare a sottovalutare queste tragedie?”.

 

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