Gabriele Di Tullio: l’autopsia conferma che l’uomo è morto dissanguato. Il proiettile ha colpito l’arteria femorale

E’ stata eseguita questo pomeriggio l’esame autoptico su Gabriele Di Tullio, l’ex operaio della Sevel, colpito l’altra notte da una pallottola sparata mentre l’uomo era nella campagna del fratello, in contrada San Pietro Sud,a Casalbordino. L’autopsia è stata eseguita dal medico legale, Pietro Falco. Di Tullio, raggiunto alla gamba sinistra da un pallettone usato abitualmente per la caccia al cinghiale. La ferita provocata dal proiettile, che ha oltrepassato l’arto, ha interessato anche l’arteria femorale e l’uomo, padre di due figlie, è morto dissanguato. Dall’esame post-mortem, durato circa 6 ore, s’attendono alcune importanti risposte: l’ora della morte, la distanza dalla quale è stato sparato il colpo e il calibro dell’arma dalla quale è stato esploso il pallettone. 

In attesa, gli inquirenti cercano di dare un volto al cacciatore che nella tarda sera di domenica, nonostante la caccia al cinghiale, animale che imperversa nella zona, non molto lontano dalla SS 16 Adriatica in cui è stato ferito mortalmente il Di Tullio, era appostato per colpirne uno. I carabinieri della Compagnia di Ortona e quelli della stazione di Casalbordino, hanno eseguito alcuni controlli nella zona, soffermando le proprie attenzioni su alcuni cacciatori della zona. Tra le armi ispezionate anche quella di uno dei fratelli di Di Tullio. 

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