Piano aeroporti: rischia di chiudere lo scalo di Pescara

Si saprà domani se il piano nazionale degli aeroporti, che il governo sta delineando allo scopo di recuperare risorse, prevede  il taglio dello scalo di Pescara. Bisognerà capire quali saranno i criteri che saranno fissati per procedere, entro la fine dell’anno, alla riduzione degli scali, ma il timore che l’aeroporto d’Abruzzo sia nell’elenco è grande. Prima di leggere cifre e statistiche che vi sia un pericolo concreto a far salire la pressione ci ha pensato il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, alcuni giorni fa, intervenendo al Meeting di Comunione e Liberazione, di Rimini: ”Non è tollerabile che vi sia una quantità di aeroporti che non rispondono ad una logica e ad una esigenza dell’economia – ha spiegato -. Dobbiamo recuperare risorse ed evitare gli sprechi. Per questo il piano nazionale degli aeroporti è ormai in pista da parecchio tempo. La filosofia è quella della riduzione degli aeroporti”.

Da Pescara a L’Aquila:  Giuseppe Musarella, Amministratore della Xpress,  che gestisce l’Aeroporto dei Parchi di Preturo, ha diffuso oggi una nota stampa nella quale palude “con la politica del governo e con quanto affermato dal Ministro Passera in riferimento al futuro della rete aeroportuale italiana. E’ indispensabile, infatti, sviluppare gli aeroporti in una logica di economicità soprattutto per gli scali a capitale pubblico che gravano sui contribuenti”. Ma Musarella poi puntualizza: “L’aeroporto di L’Aquila però è uno scalo privato i cui servizi primari,  il servizio antincendio, la torre di controllo sono tutti a carico del gestore. La Xpress si è posta sul mercato sviluppando le proprie attività senza nessun aiuto pubblico  seguendo logiche commerciali ben precise che si adattano perfettamente alle necessità di un territorio che ha l’esigenza di far ripartire un’economia ferma ma con ottime potenzialità. Potenzialità messe in evidenza durante il G8 del 2009 in cui si è gestito un traffico aereo di non poco conto in maniera egregia ed in cui si è evidenziata la necessità e l’importanza strategica di dotare il territorio di uno scalo commerciale. Consapevole di questo fu anche l’Amministrazione Comunale de L’Aquila con l’ex vicesindaco Arduini che ebbe l’intuizione di predisporre il bando per la gestione dell’Aeroporto dell’Aquila con l’affidamento a società private. Ed è in questa logica che la società Xpress ha intravisto le enormi potenzialità a livello imprenditoriale dello scalo aquilano. Riteniamo con un pizzico di presunzione che non appena lo scalo sarà aperto al traffico commerciale la sua importanza strategica sarà evidente in maniera più palese e  nella logica dell’economicità lanciamo una piccola provocazione: “ perché investire miliardi di euro su uno scalo che dista 85 Km da Roma  con infrastrutture da sviluppare quando ne  abbiamo uno già pronto ad una distanza analoga e con un’autostrada efficiente? Nel frattempo lavoriamo alacremente ed in silenzio pronti, eventualmente,  ad accettare  nuove sfide”. 

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