Si ribalta peschereccio nelle acque antistanti il porto canale di Pescara. Muore pescatore altri tre salvati

Un pescatore morto, altri tre salvati dagli uomini della Capitaneria di Porto di Pescara e della Guardia di Finanza. E’ questo il bilancio di un incidente avvenuto a poche centinaia di metri dall’imboccatura del porto canale pescarese. L’imbarcazione sulla quale si trovavano i quattro si è ribaltato ed è affondato in pochi minuti. Tre uomini dell’equipaggio sono stati tratti in salvo, mentre per Christian Dell’Osa, 40 anni, padre di un ragazzo di 14 anni non c’è stato nulla da fare. L’imbarcazione per la piccola pesca che è affondata e faceva parte della cooperativa di Gianni Papponetti “La rinascita”, acquistata circa un anno fa.
  L’incidente sarebbe avvenuto per le pessime condizioni del mare. Il corpo di Dell’Osa, che era anche l’armatore è stato trasportato a riva a bordo di una motovedetta della Capitaneria. Ad attenderla sul molo del porto turistico la compagna a cui è stata data la notizia della tragica scomparsa.

Nel pomeriggio hanno lasciato l’ospedale di Pescara Andrea Giannetti e Fabrizio Silvestri, due dei marinai che questa mattina si trovavano a bordo dell’imbarcazione affondata al largo della costa di Pescara. E’ invece ricoverato per sindrome da annegamento l’eritreo, Girmai Teklay, che ora si trova nel reparto di Medicina con una prognosi di venti giorni. 

“La morte del giovane marittimo rappresenta una tragedia assurda per tutta la comunità della marineria di Pescara, per le istituzioni e per la città stessa. Conoscevo personalmente Christian – ha detto il sindaco di Pescara, Luigi Arbore Mascia -, conoscevo il suo amore per il mare, e per quel porto che ha sempre difeso, sempre in prima fila nelle battaglie per il rilancio del settore, per la tutela dell’intera categoria. Non riesco a capacitarmi di quanto accaduto, sono costernato. Attendiamo ora che vengano definiti tutti i contorni dell’incidente che ha causato l’affondamento della barca di Christian, che sembrerebbe avvenuta al largo della costa, causata, forse, dal mare mosso, dalle onde alte, dinanzi alle quali il dieci metri sul quale era imbarcato, non ha retto, colando letteralmente a picco. Ma sicuramente il dramma odierno deve essere un monito per tutte le istituzioni, e non solo quelle locali. Dev’essere un monito che serva a ricordare quanto sia pericoloso il lavoro dei nostri pescatori, costretti spesso a prendere il largo anche quando le condizioni del mare sono proibitive pur di portare il pane a casa per la propria famiglia. Oggi mi stringo al dolore dei familiari di Christian, ai quali cercherò di portare tutto il conforto necessario e possibile, e mi stringo alla nostra marineria. Da questo momento sarà nostro e mio dovere portare avanti la battaglia per il nostro porto anche per lui, per Christian”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *