Vertenza Sixty, incontro a Roma. Stato di agitazione alla Italcable, Icie e Finmek

E’ stato convocato per il prossimo 14 settembre alle ore 10.30 a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico un incontro sulla vertenza Sixty. All’incontro, richiesto dal Presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e dal Sindaco di Chieti Umberto Di Primio, e convocato dal dott. Giampiero Castano, responsabile del Dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione, con loro sono stati invitati oltre al Presidente Di Giuseppantonio e al Sindaco Di Primio,  per la Regione Abruzzo il vice Presidente Alfredo Castiglione e l’Assessore Paolo Gatti, l’Amministratore delegato di Sisty spa Pietro Bongiovanni, le Segreterie nazionali di Femca Cisl, Filctem Cgil, Uilta Uil.

Dopo le assemblee dei  lavoratori, unitamente ai dipendenti e alle RSU aziendali della ITALCABLES Vallemare di Cepagatti, della ICIE (Ex- ABB) di Loreto Aprutino e dei rappresentanti sindacali di  Provincia  e  Ambiente  SpA (PeA) di  Pescara, la FIOM- CGIL  di  Pescara, ha annunciato che martedì prossimo, 11 settembre, dalle ore 10  alle ore 13  si  terrà  un presidio dei lavoratori davanti la Provincia di Pescara per  portare a  conoscenza  delle  istituzioni e dell’opinione pubblica della grave situazione occupazionale in cui versano i dipendenti di queste aziende (di cui PeA è partecipata dalla Provincia al 78%), per scongiurare il rischio della chiusura dei siti produttivi ed allontanare le ipotesi di  pesanti ristrutturazioni delle piante organiche.

Dalle ore 11.30, presso il presidio, si svolgerà una conferenza stampa. 

Dall’area industriale teatina e pescarese a quelle di Sulmona e L’Aquila. Mobilitazione e sciopero in vista per i lavoratori della Finmek Solution del capoluogo e la Finmek spa della città ovidiana. Dopo l’apertura della procedura di mobilità, da parte del commissario Finmek, Gianluca Vidal, che culminerà nel licenziamento di 191 lavoratori a L’Aquila e 120 a Sulmona, la Fim-Cisl annuncia una fase di mobilitazione massiccia. “Lunedì prossimo incontreremo il capo del personale della Finmek, Gino Mancini, per chiedere spiegazioni sulla posizione unilaterale assunta dall’azienda, senza una previa consultazione con i sindacati”, afferma Gino Mattuccilli, responsabile Fim-Cisl de L’Aquila, “subito dopo sarà indetta un’assemblea con i lavoratori per decidere le forme di protesta da attuare per bloccare i licenziamenti, che scatteranno dal prossimo 18 ottobre, quando terminerà la cassa integrazione straordinaria. Scenderemo in piazza al fianco delle maestranze per tutelare il diritto al lavoro ed evitare la perdita di altra occupazione, in un momento difficilissimo per la nostra città. Quanto sta accadendo è un esempio di scarsa attenzione da parte della politica locale e delle istituzioni tutte, che di fronte alla chiusura totale di un importante stabilimento, come la Finmek, non è stata in grado di portare a casa risultati concreti”. 

La vertenza si trascina dal 2003, quando lo stabilimento aquilano è passato da Flextronics alla società Finmek, che avrebbe dovuto assorbire 550 lavoratori, secondo l’accordo sottoscritto alla Presidenza del Consiglio dei ministri. 

“Furono riassunti – dichiara Mattuccilli – solo 250 lavoratori, che hanno operato in fabbrica per qualche mese. Gli altri 300 furono posti subito in cassa integrazione. Gli accordi sottoscritti dal sindacato nel 2007 hanno consentito di accompagnare alla pensione circa 300 persone, ma per gli altri 191 il futuro, ad oggi, resta incerto e all’orizzonte si profila solo il licenziamento”. La Fim-Cisl rivolge un deciso appello alle istituzioni locali “perché spendano, nella vicenda Finmek, le stesse energie e risorse che stanno impegnando per il ‘concorsone’ al Comune dell’Aquila. Non esistono – conclude Mattuccilli -, lavoratori di serie A e di serie B. Tutti hanno lo stesso diritto alla tutela occupazionale”. 

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