Taglio posti letto all’ospedale di Lanciano: alta tensione tra politici e il manager Zavattaro

Taglio del 15% dei posti letto per acuti negli ospedali di Lanciano e Vasto e la polemica divampa. Non solo parole, ma anche richieste di dimissioni del Direttore generale della Asl 2, Francesco Zavattaro. Ad avanzarle il vice sindaco di Lanciano, Pino Valente, pronto, come ha affermato oggi, a far ‘barricate’ per evitare un ulteriore declassamento del Renzetti. 

Pensieri belligeranti per un piano di riordino sul quale è intervenuto pure il consigliere regionale dei Verdi, Walter Caporale, che ha presentato un’interpellanza.

“Ci si aspettava per l’Ospedale di Lanciano un potenziamento del personale del servizio di anestesia al fine di diminuire i tempi di attesa per gli interventi ed evitare il rischio della mobilità passiva. Ci si aspettava una riorganizzazione del personale al fine di evitare qualsiasi sottoutilizzazione dello stesso e un potenziamento della medicina nucleare. Ci si aspettava di conoscere da Regione e ASL notizie sul nuovo Ospedale di Lanciano e soprattutto di sapere dove fossero finite le risorse ad esso destinate. Attesa vana – ammette sconsolato Caporale -, perché di questa progettualità e riorganizzazione di servizi non c’è traccia nelle discussioni della maggioranza che governa la Regione. In compenso ci ritroviamo un documento della ASL, di non semplice comprensione almeno nelle motivazioni, che taglia posti letto per acuti agli Ospedali di Lanciano e di Vasto.  Evidentemente, pensano a Chieti, tagliando tagliando, almeno qualcuno dei problemi più sopra richiamati a lungo andare dovrebbe risolversi se non altro per exitus delle strutture sanitarie stesse. Tuttavia, nonostante gli stentorei proclami del consigliere Nasuti, che, è bene ricordarlo, ricopre la carica di Presidente della Commissione Bilancio della Regione e non quella di Commissario alla Sanità,  la realtà vera è che le strutture sanitarie di Lanciano e Vasto si stanno avviando sempre più verso la serie B, a tutto vantaggio di diversi padri-padroni che risiedono altrove e a danno dei cittadini della parte meridionale della Provincia di Chieti, e in particolar modo di quelli che risiedono nelle zone interne di questo vasto territorio”.

Davanti a tanto clamore la Asl non poteva certo restare in silenzio. E infatti, il Direttore generale ha subito precisato: “Il documento diffuso in questi giorni, in termini ancora di proposta – chiarisce Zavattaro –, altro non è che l’applicazione dei contenuti del decreto commissariale emanato dall’ex sub commissario alla Sanità Giovanna Baraldi nel 2010 sulla razionalizzazione della rete di assistenza ospedaliera. La nostra Azienda, che non si era ancora adeguata ai parametri indicati, è stata sollecitata a rimodulare la dotazione di posti letto con ben due note pervenute qualche settimana fa, a firma dei competenti organi regionali, nelle quali viene fissato in 90 giorni il termine per applicare il decreto. Per adempiere a tale obbligo – spiega il manager – abbiamo elaborato una proposta che in questi giorni è al vaglio di sindacati, capi dipartimento, consiglio dei sanitari e comitato ristretto dei sindaci; questi in tempi brevissimi dovranno farci pervenire un parere, riferito essenzialmente alla ricollocazione delle attività, sulla quale possiamo confrontarci. Sui numeri complessivi, infatti, non c’è flessibilità, nel senso che il totale dei posti letto è vincolato alla programmazione regionale, e non potrà mutare».

Complessivamente a livello aziendale la manovra, più che tagli, produce un cambio di destinazione, perché riduce di poco il numero dei posti letto per acuti e aumenta quelli di lungodegenza e riabilitazione, assai sottodimensionati rispetto alle esigenze del territorio. Una scelta che rappresenta una risposta appropriata all’evoluzione dei bisogni sanitari, che vedono in cronicità e disabilità le nuove emergenze in tema di salute.

Ma Valente non ci sta e ieri, dopo l’assemblea urgente, insiste per le dimissioni di Zavattaro e del suo entourage, atto  definito “improcrastinabile per il bene dei nostri territori. Questo accanimento terapeutico – dice Valente – non è più tollerabile –. Degli ottanta posti letto previsti da quest’ultimo provvedimento di Zavattaro, che applica l’atto aziendale del dicembre 2011 – emergono dati sconcertanti: il quaranta per cento (dei tagli) sono concentrati sulla nostra città. La verità è che ci sono squilibri enormi verso l’area chietina, palesati ancora una volta dalle decisioni prese da parte da quelli che dovrebbero pensare al bene della collettività, e che invece tutelano solo ed esclusivamente gli interessi di una parte”.

Progetto Lanciano e Rinnoviamo Lanciano, le liste civiche che fanno riferimento al vice sindaco, stanno ora valutando quali azioni intraprendere per portare all’attenzione del Sindaco Mario Pupillo, in modo che il primo cittadino sia messo nella condizione di difendere il ‘Renzetti, che, per Valente, “dovrà tornare ad essere il fiore all’occhiello di tutto il comprensorio, in barba a quelli che forse lo avrebbero voluto chiudere, da tempo”. 

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