Snoopy, i palloncini e il faro. Incontro con Federico Cervigni

Sarebbe bello dormire come Snoopy sul tetto della sua cuccia e questo lo dice anche Federico Cervigni in una pagina del suo libro “Diario di un insonne” ma non è possibile per chi appunto non riesce a riposare nelle ore notturne.

Il giovane autore lancianese appartiene a questa categoria e come altri scrittori o artisti, costretti a volte a nascondersi nei loro rifugi perché non capiti o senza aiuti, dato che spesso purtroppo i rapporti commerciali sono la cosa più importante, allora si è autoprodotto questo libro, per altro già a suo tempo pubblicato da una casa editrice vera e propria. Il lavoro è scritto proprio sotto forma di diario con tanto di data volta per volta ma più che giorni si tratta di notti nelle quali la nostra interiorità gironzola per il buio ed incontra pensieri, atmosfere e personaggi. Noi, precisa Cervigni, siamo costretti a seguire la mente che la fa da padrona in questo viaggio notturno e non possiamo far altro che osservare ciò che essa ci proietta come semplici spettatori al cinema. Nel buio serale del 12 settembre, nei pressi del Faro, struttura architettonica posta in Via Monte Maiella a Lanciano, però non eravamo in una sala cinematografica ma davanti ad una lettura avente come oggetto alcuni passi del diario. La voce recitante è stata quella di Beppe Borea il quale declamava dall’alto del Faro concedendo come elemento di azione teatrale il lancio intermittente di coriandoli e ci faceva inoltrare in questo mondo insonne di Federico Cervigni. Ci siamo così imbattuti nella ragazzina Diana, in un cavallo, in un maiale legato a questo puledro da profonda amicizia, tanto che per salvargli la vita fa involontariamente lui una brutta fine. Abbiamo scoperto i palloncini perduti dai bambini e constatato che in fondo siamo come loro che legati abbiamo perduto la capacità di volare. In una frase si percepiva il fragore del mare e l’ambiente era senz’altro adatto a questa visione per il fatto di trovarci su una strada somigliante ad un molo, da quando campeggia al suo estremo il Faro progettato da Aldo Rossi. Con questa serata la serie di eventi del Rinascimento del Faro, ideata e curata da Raffaella Tenaglia, ha raggiunto il suo acme perché mentre le altre manifestazioni si svolgevano o vicino o ai piedi della struttura, evento recente il concerto di Andrea Mirò, qui invece si è fatto un passo avanti con il pubblico costretto ad alzare lo sguardo fin verso la punta del Faro dove era situato a recitare Beppe Borea. In un altro momento di “Diario di un insonne” si dice che la cosa migliore è sedersi alla riva del mare per ricominciare.

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