Porto Pescara: marineria, oramai in ginocchio, pronta a nuove proteste

Pochi giorni fa,  la Consigliera regionale dell’Abruzzo, Marinella Sclocco (Pd) era tornata ad occuparsi del del mancato dragaggio del Porto canale di Pescara. Lo aveva fatto quando il maltempo era tornato a colpire l’Abruzzo ed era forte il pericolo di esondazione del fiume Pescara. Una minaccia che si riproporrà con l’approssimarsi della stagioni più piovose. Nel suo intervento, di fronte alla mancanza di fondi ribadita da Roma, aveva sollecitato il presidente della Regione, Gianni Chiodi a trovare, al più presto una soluzione, sulla quale, peraltro, il governatore s’era impegnato, come ha ricordato la Sclocco, nel maggio scorso. 

Oltre ai pericoli, l’altro problema che resta ancora irrisolto è quello relativo alla marineria, mesa in ginocchio dall’impraticabilità del porto. Oggi, Mimmo Grosso, dell’associazione Armatori di Pescara, ha incontrato l’assessore regionale Mauro Febbo e il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa. Alla riunione ha partecipato anche il vice comandante della Capitaneria di porto, Antonio Catino. Si torna a parlare di trasferire le imbarcazioni a Giulianova e Ortona, ma anche di sostegni economici alla categoria. E’ stata infatti avanzata una richiesta formale a Comune, Provincia, Regione e Camera di commercio per chiedere alle istituzioni locali un sostegno economico, a partire dalla erogazione entro il 6 ottobre dei fondi per il fermo pesca, che è stato prolungato fino all’inizio di ottobre. Tra l’altro la marineria chiede che vengano stanziate delle somme per i dipendenti delle 50 imprese di pesca, che sono in grosse difficoltà economiche e che ci sia un ristoro per i danni subiti dalle imbarcazioni a causa del mancato dragaggio. La marineria attende che venga dragata quanto meno l’imboccatura del porto, per ricominciare a lavorare, ma a questo proposito non hanno ancora notizie ufficiali, nonostante i ministeri dei Trasporti e dell’Ambiente abbiamo annunciato il bando di gara per la metà di agosto. Grosso, che nel pomeriggio ha incontrato gli armatori per relazionare sull’incontro di oggi, ha annunciato che non si escludono proteste clamorose, come quelle dei mesi scorsi (quando è stato occupato l’asse attrezzato che collega Pescara con Chieti ed è stata sfondata la porta della sede della Capitaneria, in piazza della Marina). Grosso ha invitato la marineria ad incatenarsi davanti alle sedi di Comune, Prefettura e Capitaneria.

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