Fronte compatto per la delocalizzazione del cementificio di Pescara. La Filca-Cisl preoccupata sul futuro dei lavoratori

Ieri la riunione presso la sede della circoscrizione Porta Nuova, l’assemblea promossa dal Wwf, con Augusto De Sanctis e Loredana Di Paolo, alla quale hanno preso parte i rappresentati delle associazioni ambientaliste, l’assessore all’Ambiente del Comune di Pescara Isabella Del Trecco, il capogruppo del Pdl Armando Foschi, Maurizio Acerbo, Rifondazione comunista, Giovanni Di Iacovo, Sel, e Alessandro Ferragalli assessore alla Gestione del Territorio del comune di San Giovanni Teatino per di re sì allo spostamento dell’impianto.

Oggi, arrivano le ‘forti preoccupazioni’ del Segretario Generale della Filca-Cisl di Pescara, Gianfranco Reale (foto in alto a sinistra), sulla delocalizzazione dell’impianto del cementificio di via Raiale, dopo che il sindaco di Pescara, Luigi Arbore Mascia ha negato alla Sacci il rinnovo del permesso d’esercizio. “Il sito ospita una struttura che ormai fa parte del territorio, della storia dell’intera città  e che negli anni ha garantito reddito ad oltre 600 famiglie per tutto l’indotto del settore costruzioni – dice il rappresentante sindacale -. Il comune ha espresso parere negativo al rinnovo delle autorizzazioni, giustificandolo con la salvaguardia della salute pubblica e con un piano di riqualificazione dell’intera area che costeggia il parco fluviale. La Filca-Cisl non giudica tali questioni ma  interessa conoscere il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie e di come si intende porre rimedio alla eventuale delocalizzazione salvaguardando i posti di lavoro”. 

Reale, quindi, invita il Sindaco di Pescara ad intervenire nell’immediatezza, affinché tali rassicurazioni saranno chiare e inequivocabili, con riscontri oggettivi, attraverso un possibile progetto che porti ad un accordo con le parti sociali ed istituzionale, di quanto fino ad oggi ventilato solo verbalmente e che ridia serenità e tranquillità ai lavoratori ed alle loro famiglie.

La questione si annuncia calda dal momento che esiste una ‘una sinergia di istituzioni e associazioni’, come l’ha definita l’esponente di SEL, Di Iacovo, favorevole allo spostamento. “E’ molto importante che ci sia accordo perchè la battaglia vada fino in fondo, ma da questo incontro dobbiamo partire per rilanciare il coinvolgimento della più ampia parte di cittadinanza possibile perché il lavoro sarà lungo e difficile e sia le polveri sottili che le malattie cardiovascolari da loro generate, non aspettano. Le emissioni nocive che dal cementificio ricadono su larga parte del territorio di Pescara (e non solo) espongono a seri rischi la salute tutti i cittadini. Per economizzare sui costi di produzione, sempre più spesso i cementifici bruciano rifiuti, e alcuni sono gravemente pericolosi come solventi chimici e medicinali, che finiscono per essere respirati da noi e dai nostri figli. Per anni. Tutti i giorni. L’inquinamento delle polveri sottili nelle zone del Cementificio di Pescara ha superato di gran lunga il massimo livello legale stabilito dai limiti europei. La priorità assoluta deve essere interrompere questo continuo e alto rischio per la salute”.

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