Regione: passa nella notte la nuova legge sull’edilizia

Arriva in nottata l’approvazione della nuova legge edilizia, particolarmente attesa in Abruzzo e dalla quale si spera un rilancio del settore, messo in ginocchio dalla crisi. Per arrivare al varo non è stato affatto semplice. C’è voluta una lunga riunione tra i gruppi di maggioranza e opposizione al termine della quale si è potuti tornare in aula. 

 “E’ una legge che non consuma suolo e con una forte valenza ambientale, calibrata sulle esigenze del cittadino e delle famiglie, pensata per il rilancio dell’edilizia ma in grado di incidere positivamente sull’intera economia abruzzese – l’ha definita Lanfranco Venturoni, capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale. La legge si rivolge al già costruito e non favorisce i grandi speculatori edilizi – come qualcuno ha detto impugnando la spuntata arma dell’ideologia – ma va incontro a chi, in particolar modo in questo momento di crisi, avrebbe difficoltà a costruire ex novo ma che invece, grazie a mirate premialità di cubatura e costi contenuti, può rendere più belle e funzionali costruzioni vecchie. riducendo consumi e inquinamento e magari ricavare nuovi spazi per familiari. Un intervento in edilizia nel rispetto delle regole”. 

“E’stato approvato un testo rimaneggiato, frutto di sei diverse versioni – stigmatizza Franco Caramanico (Sel).  L’approvazione dimostra la confusione totale nella quale versa la maggioranza di centro destra che guida la Regione. Si tratta di una norma che vuole rilanciare un settore, indubbiamente in crisi come quello dell’edilizia, lasciando mano libera ai costruttori e non puntando invece sui criteri e i principi  della qualità edilizia, del recupero del patrimonio esistente, della tutela del territorio. Un modo di intendere la pubblica amministrazione che mostra tutti i suoi limiti perché si decide di approvare un provvedimento non inserito in una programmazione generale, organica. Diverso sarebbe stato se fossimo arrivati a questo traguardo avendo come riferimenti la legge urbanistica, le norme sul piano paesaggistico e quelle in materia di edilizia, e gli altri strumenti di governo del territorio. E invece abbiamo a che fare con un testo che arriva in ritardo, a distanza di oltre un anno. Siamo comunque soddisfatti del fatto che, grazie ai nostri emendamenti, siamo riusciti a ottenere il rispetto della densità edilizia, senza il quale sarebbe stata messa in discussione tutta la programmazione territoriale, e quello degli standard inseriti nella normativa nazionale, che assicurano la qualità ambientale”.

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