Sette località della costa teramana progettano di mettersi insieme nella ‘città lineare’

Stessi interessi, servizi importanti da usufruire insieme, persino nell’organizzazione di eventi culturali. Da qui la proposta della “città lineare” che mette da parte campanilismi e guarda con interesse ad una visione organica per mettere insieme risorse idee e progetti. A lanciare il progetto che unirebbe le località litoranee del teramano, da Martinsicuro a Silvi, il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro.

“Si tratta di città che hanno dato vita, attraverso la crescita della popolazione e l’espansione urbana, ad una ampia conurbazione. Una saldatura, insomma, che oggi si profila come una sorta di “città lineare. E in questa “città lineare” non sono pochi gli elementi in comune. La stazione di Giulianova, ad esempio, è lo scalo di riferimento per gran parte delle località ricomprese nella “città lineare”. Come il porto o l’ospedale. Ma anche su altri aspetti si è sperimentata una proficua collaborazione secondo l’ottica dell’area vasta. Sono località ricomprese nella cosiddetta “Costa Blu”, marchio d’area originariamente adottato da Giulianova, ed oggi comune alle sette città litoranee, e che ha originato un Tavolo permanente finalizzato ad affrontare in modo unitario le problematiche legate al turismo. E allora se oggi si parla con sempre maggiore insistenza di macroregioni, perché non unire le nostre forze nell’ottica della “città lineare”? Si arriverebbe a dare più vigore alle istanze delle nostre comunità, che avrebbero un diverso e più incidente ruolo anche nei rapporti con altri interlocutori istituzionali. E, cosa molto importante, ad economizzare le spese dando però risposte adeguate ai cittadini. Si pensi al sistema di trasporti pubblici, alla Polizia locale, alle politiche per la salute, al calendario degli eventi estivi, agli impianti sportivi, alla pubblica istruzione. E, ancora, al completamento della pista ciclabile da Martinsicuro a Silvi, al tratto terminale della Teramo-Mare, al sistema di raccolta porta a porta, da rendere omogeneo sull’intero territorio costiero, solo per fare qualche esempio. La “città lineare”, insomma”, conclude il sindaco, “sarebbe uno schiaffo non alle tradizioni ed alle specificità delle singole località, bensì a sterili e dannosi campanilismi”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *