Delitto Rea: dalle perizie nessuna certezza sull’ora della morte di Melania

Le due perizie, quella della genetista Sara Gino e dell’anatomopatologo Gianluca Bruno, sono state rimesse al gup di Teramo, Marina Tommolini. Ma non darebbero le auspicate certezze sull’ora della morte di Melania Rea, trovata uccisa con 36 coltellate nel bosco delle Casermette a Civitella del Tronto  nell’aprile 2011 e per la quale risulta indagato per il delitto il marito Salvatore Parolisi, da 14mesi detenuto nel carcere teramano di Castrogno.

Le perizie non sono in grado scientificamente di fissare l’ora esatta della morte  di Melania anche se sembrano coincidere nel fissare il giorno del decesso, il 18 aprile 2011. Secondo quanto stabilito fino ad ora dal consulente della procura Adriano Tagliabracci, la donna di Somma Vesuviana sarebbe stata pugnalata e uccisa tra le 13.30 e le 14.30 del 18 aprile. La difesa di Parolisi punta invece a posticipare l’ora della morte per rendere più ‘solida’ la posizione di Salvatore, che è stato visto a Colle San Marco intorno alle 15.20.

La perizia di oltre mille pagine del medico legale Bruno contiene, alla fine della stessa, la conclusione secondo cui diventa impossibile fissare l’ora della morte. Un aspetto importante perchè avrebbe potuto circoscrivere una serie di dati sui momenti antecedenti il delitto in relazione alle indagini sugli spostamenti del marito Salvatore che ha sempre asserito di essere stato il giorno della scomparsa di Melania a Colle San Marco con lei e la bimba. Per l’entomologo Stefano Vanin, Melania sarebbe morta il 18 aprile. Il documento del Senior Lecturer in Forensic Biology all’Università di Huddersfield è stato primo documento ad arrivare nell’ufficio del gup. Un lavoro accurato quello dell’entomologo, preciso per ricostruire la cronologia del delitto. Vanin ha lavorato sul materiale cartaceo e sulle valutazioni fatte dai medici legali Tagliabracci e Canestrari all’epoca del delitto.
Infatti lo studioso non ha potuto visionare la scena del delitto ma solo le foto scattate dagli inquirenti. Da questo materiale ha cercato di effettuare una ricostruzione termica dell’ambiente. E’ stato necessario compiere anche un sopralluogo nel bosco delle Casermette dove Melania è stata trovata nel pomeriggio del 20 aprile del 2011, per fare le registrazioni delle temperature e confrontarle con quelle delle stazioni meteo utilizzate in precedenza.

Il prossimo 29 settembre riprenderà il processo in Tribunale a Teramo.

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