Porto Pescara: situazione ancora difficile. Al lavoro per sostenere economicamente la marineria che non ha più pazienza

Sono fermi da febbraio scorso e chissà quando potranno riprendere tranquillamente il largo. Inizia a serpeggiare sfiducia, ma anche rabbia. Tanta. A qualcuno vengono brutte idee in testa, per altri è forte la voglia di lavorare e sono pronti a navigare lungo le acque del porto canale, che è chiuso, e raggiungere comunque il mare aperto. Gli equipaggi, d’altro canto, son fatti di gente che ha famiglia e non è può certo star ferma in attesa che qualcosa si sblocchi in questa lunga, estenuante e tragi-comica situazione.

Oggi, dopo la revoca parziale dello stato di emergenza da parte del Governo e il compito di individuare nel Provveditorato alle opere pubbliche il soggetto che si dovrà occupare del bando sul dragaggio e dei lavori, cioè la stazione appaltante, nuova riunione tra i rappresentanti della marineria e con il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, il sindaco Luigi Albore Mascia, il consigliere comunale e regionale Lorenzo Sospiri e il presidente della Camera di commercio Daniele Becci, i consiglieri comunali Armando Foschi e Massimo Pastore e il comandante della Capitaneria di porto Luciano Pozzolano.

Nel vertice è emerso che la Regione sta valutando, tra l’altro, la possibilità di prolungare di due mesi il fermo pesca, per consentire al Governo di portare avanti le operazioni di dragaggio del porto di Pescara mentre ha già garantito che i primi giorni di ottobre erogherà agli operatori le somme relative al fermo attuale, che scade il 6 ottobre.

“Sono in corso ulteriori approfondimenti per capire se e in quali tempi possono essere accolte le istanze degli armatori, che spaziano dal rimborso spese per i danni subiti, al pagamento delle spese di bunkeraggio fino alla erogazione della cassa integrazione guadagni – ha detto Testa”.

Resta però il fatto che il porto resterà chiuso, come ha confermato e il comandante della Capitaneria di porto Luciano Pozzolano. Le condizioni attuali dei fondali non consento la navigazione.

E la marineria? L’ipotesi di un nuovo fermo  sarà presa in considerazione solo se sarà assicurata l’erogazione mensile di ulteriori indennizzi. Tutte le istituzioni presenti hanno garantito che c’è il massimo impegno a vagliare ed esaudire le proposte, purché abbiano i requisiti di legge per essere accolte, e hanno convocato una nuova riunione per il 28 settembre con la partecipazione anche degli assessori regionali Masci e Febbo e del dirigente del Comune Gaetano Silverii a cui si chiede di accelerare l’iter per ciò che riguarda la cosiddetta “truffa del pesce” al mercato ittico.

I fondi attesi per questa vicenda rappresenterebbero per la marineria una sorta di mamma dal cielo – è stato detto durante l’incontro. Quanto al dragaggio si attende ora dal Consiglio dei ministri il via libera all’incarico al Provveditorato alle opere pubbliche che così potrebbe pubblicare il bando e avviare i lavori, seppure con una copertura parziale della somma complessiva necessaria a scavare 200mila metri cubi di materiale.

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