“Pronti 15mila voti per chi sosterrà Chieti provincia autonoma”

Provocazione? Sì, anche questo, ma la proposta lanciata oggi dal vice Sindaco del Comune di Chieti, Bruno Di Paolo, la dice lunga su quel che, in queste ore, si vive a Chieti. La questione è sempre la stessa: la difesa della Provincia. In campo sono scesi un pò tutti con ricorso alla storia, ai numeri e a tante altre cose. Ma quella Di Paolo è diversa, politicamente accattivante. In tempo di crisi per i partiti, fa riflettere. E anche molto. Lui, infatti, è disposto a dare in dote ben 15 mila voti (quindicimila!) del suo movimento ”in favore di quel grande partito (o di quella coalizione politica) che dichiarerà di appoggiare la proposta di Chieti provincia autonoma, dando pubblicamente l’indirizzo di voto ai propri rappresentanti in seno al CAL – Abruzzo, influenzandone, quindi, l’esito del voto finale”. 

Una decisione politica forte, quella del vice sindaco della Giunta guidata da Umerto Di Primio, contenuta e spiegata in una nota stampa diffusa stamattina. Arriva a poche ore dalla riunione, forse decisiva, del Consiglio delle Autonomie Locali, che si terrà a Pescara e che dovrà decidere la proposta, o le proposte, da mandare all’esame del Governo sul riordino delle Province abruzzesi. Provocazione, si diceva più sopra, ma anche un modo per far mettere giù, sul tavolo da gioco, le carte che vedrebbero Chieti perdere autonomia e capoluogo.

 “E’ sicuramente fuori dagli schemi e potrebbe risultare molto allettante in ragione del patrimonio elettorale di Giustizia Sociale che, mi permetto di ricordare, non è proprio trascurabile considerato che (sondaggio EARPHONES) nella sola Città di Chieti vale ben oltre il 14% , in Provincia di Chieti si attesta al 6% ed in Abruzzo circa il 3%. Sì, metto a disposizione i voti per le prossime consultazioni politiche. L’azione promossa da Giustizia Sociale è, quindi, il tentativo estremo di evitare la sconfitta politica per la Città di Chieti – spiega Di Paolo -che nel caso di unione con Pescara, stante le attuali disposizioni di legge sullo status di capoluogo, sarebbe condannata ad un lento ma inesorabile declino sociale ed economico. Una volontà la nostra dettata anche e soprattutto dalla preoccupazione per il continuo gioco allo scaricabarile mostrato, sugli organi di informazione, da parte dei maggiori partiti che sembrano volersi già rimpallare le responsabilità per una decisione, dal sapore della sentenza, che pare a questo punto già scritta ed archiviata. Il tempo delle chiacchiere, dei proclami e delle passerelle è terminato e tutti dobbiamo avere l’onestà intellettuale di riconoscere che, adesso più che mai, l’intera vicenda è in mano alla politica in generale ed ai rappresentanti in seno al CAL della Provincia di Chieti in particolare che dovranno mostrare forza, coraggio e vero senso di appartenenza verso un territorio che ha dato loro tanto convincendo gli esponenti delle altre istituzioni a votare Chieti provincia autonoma”.

Ovviamente, si aspetta che qualcuno si faccia avanti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *