Riconoscimento delle Unioni Civili, l’Arcivescovo de L’Aquila contro la delibera votata dalla Giunta Cialente

Divampa la polemica a L’Aquila dopo che la giunta comunale approvato la delibera di riconoscimento delle Unioni Civili e l’istituzione di un registro e di un regolamento appositi. Una decisione in linea con altri comuni italiani ma che non ha mancato di sollevare un polverone.

“Abbiamo lanciato l’idea di costruire una rete, per i Comuni che hanno approvato le Unioni Civili, affinché ci sia una sempre più’ proficua estensione dei diritti civili e sociali senza discriminazioni di sorta. In particolare nella delibera ci sono specifici riferimenti agli interventi che per noi sono prioritari, nel campo delle Politiche Sociali e dell’assistenza alla popolazione. La nostra città – ha spiegato ieri l’assessore alle Politiche Sociali Stefania Pezzopane -, oltre al difficile compito della ricostruzione sociale, deve affrontare la sfida di una risposta ai nuovi bisogni sociali aumentati dopo il devastante sisma del 2009 e a cui fanno seguito, purtroppo, forme di lavoro meno stabili, frammentazione sociale e tutte forme di disagio a causa delle quali la popolazione si e’ dovuta reinventare, anche con nuove forme di legame. Abbiamo sperimentato, soprattutto dopo il sisma e con la gestione dell’assistenza alla popolazione, come sia necessario ed urgente estendere i diritti alle unioni civili”.

Oggi sono arrivate le reazioni. Prima fra tutte quelle dell’Arcivescovo de L’Aquila, Giuseppe Molinari, che in una nota diffusa ha stigmatizzato come “con tanti drammi che ci sono nella nostra città il Comune de L’Aquila trova il tempo per approvare le unioni civili, che sono il primo passo verso la distruzione del matrimonio e della famiglia cristiana”.

Molinari ha pertanto invitato i cristiani della città, soprattutto i politici che si definiscono cattolici, ad essere coerenti e a pregare “il Signore per il bene vero del nostro popolo”.

L’altro intervento di giornata è quello del presidente del Movimento Cristiano dei Lavoratori, Fausta Tinari. “Il registro delle unioni civili approvato dalla Giunta comunale di L’Aquila, è solo il tentativo di chi si ostina a leggere la realtà con gli occhiali dell’ideologia – dice -. I cattolici (anche quelli che siedono nell’assise comunale) non possono accettare in silenzio questa forzatura che non ha alcun valore legale ma è chiaramente volta ad annullare le differenze tra quelle coppie che, sposandosi civilmente o religiosamente, assumono un preciso impegno pubblico e quelle che, per scelta o per impossibilità, non rendono vincolanti i propri legami affettivi. Tutto ciò oltre ad essere contrario alla nostra Carta fondamentale ci trova distanti, anche e soprattutto sul piano etico e morale. Molti i sindaci di centro sinistra stanno introducendo il registro nei comuni: un’esperienza che si è visto è assolutamente inutile e inefficace. A  Bologna esiste dal 1999 e sono pochissime le coppie che hanno aderito, addirittura a Gubbio è stato recentemente abolito perché in dieci anni nessuno si era iscritto. La città mi sembra che abbia problemi ben più gravi e più urgenti – ha concluso Fausta Tinari.

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