Impianto della Forest Oil a Bomba, Legambiente e WWF non ammesse alla Conferenza di Servizi

Il Consiglio Comunale di Santa Maria Imbaro potrebbe approvare, il prossimo 4 ottobre, la realizzazione di una centrale a biomasse alimentata da insilato di mais e liquami zootecnici in prossimità del centro abitato. Nuovo Senso Civico, il movimento di cittadini e ambientalisti che in questi ultimi anni si è impegnato contro le estrazioni petrolifere nell’Adriatico, al largo della costa abruzzese, e contro le centrali biomasse a Treglio e in altre località della Frentania, scende di nuovo in campo e lancia un appello al sindaco e all’assise civica di Santa Maria Imbaro perché il progetto non venga votato per la salvaguardia della salute dei propri concittadini, dell’agricoltura di quel territorio. Senso Civico chiama in causa anche i primi cittadini dei comuni limitrofi, Mozzagrogna e Lanciano, perché facciano sentire la loro voce e fermino la realizzazione della centrale, ritenuta inquinante. 

Intanto, Legambiente e WWF non sono state ammesse, nemmeno come uditori,  dal Ministero dello Sviluppo alla Conferenza di Servizi del 1° ottobre prossimo che, in maniera del tutto “inusuale”, affronterà sul tavolo nazionale la controversa vicenda della richiesta, da parte della Forest CMI, di coltivazione del giacimento di gas naturale nel comune di Bomba. 

“Il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera svela le sue carte: per rilanciare la strategia nazionale delle nuove trivellazioni occorre limitare la partecipazione dei cittadini ed esautorare i territori e gli enti locali dalle decisioni – dichiarano Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo, e Dante Caserta, vicepresidente nazionale WWF -. Si tratta di un fatto grave che non trova precedenti nella storia mineraria nazionale dove, a fronte del diniego della Commissione VIA Regionale, in attesa di un giudizio di merito da parte del TAR Abruzzo, e nelle more di un ulteriore pronunciamento della Commissione VIA Regionale, il Ministero, seguendo alla lettera quanto richiesto dalla Forest CMI, decide di forzare le regole a discapito della collettività. Perché non ammettere la società civile alla conferenza del primo ottobre prossimo? – chiedono Angelo Di Matteo e Dante Caserta –. Cosa vuole fare il Ministero dello Sviluppo Economico in quella sede? Pensa forse di superare l’opposizione all’intervento della Forest CMI che enti locali, regione, associazioni, comitati e cittadini abruzzesi hanno manifestato in maniera chiarissima? Ci appelliamo, in primo luogo alla Regione, e poi agli Enti locali invitati, affinché mantengano le posizioni più volte espresse e difendano gli interessi della collettività”.

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