Honda Italia, lascia Silvio Di Lorenzo

“Il commiato è sempre un momento difficile, ma vibrante di emozioni, di pensieri e sentimenti profondi. Desidero rivolgere a tutti voi, uno ad uno, il più sentito ringraziamenti per la fiducia ed il rispetto che mi avete sempre riservato, grazie al quale ho vissuto e consolidato i miei rapporti con l’azienda con grandi soddisfazioni professionali e umane. Vi confesso che per me è stato sempre molto importante e prezioso il tempo trascorso nel dialogare e nell’incontrare ciascuno di voi, nella consapevolezza che l’ascolto è la migliore arma per abbattere le incomprensioni e per rimuovere sfiducia, disillusioni e scoraggiamento. Negli ultimi 30 anni la Honda Italia è stata la mia casa e il mio impegno più grande. La fiducia di cui ho goduto da parte di tutti voi ho cercato di ripagarla ogni giorno con il massimo impegno e la massima dedizione possibile, con a consapevolezza di avere con me la forza e il sostegno di centinaia di persone. Seppure con inevitabili alti e bassi questo mi consente di dire che il bilancio del mio percorso professionale vissuto in questi 30 anni è assolutamente positivo.

Oggi questa stessa fiducia sento di doverla restituire con una scelta importante. Il senso di responsabilità mi ha spinto a prendere la decisione di lasciare l’incarico per aiutare l’azienda a seguire il percorso intrapreso negli ultimi mesi.

Dal profondo del cuore faccio i miei migliori auguri a tutti, abbiate coraggio e forza nel continuare a credere in una realtà importante che segnato la storia industriale abruzzese degli ultimi decenni”.

Con questa lettera, affissa sulla bacheca dell’ingresso dello stabilimento della Honda Italia, in Val di Sangro, Silvio Di Lorenzo ha annunciato il suo addio alla casa nipponica, nella quale lavorava dal 1982 è assunto e nella quale, dal 2000, rivestiva la carica di Vice Presidente Esecutivo.

Vengono smentite le voci circolate in queste ultime settimane che lo davano ancora ricoprire l’importante incarico nell’azienda, la prima sorta nell’area industriale sangrina nel 1972.

I motivi che hanno portato Di Lorenzo a prendere questa decisione non sono ancora noti, ma tra le righe della lettera ai dipendenti della Honda si intuisce che il cambio di pian aziendali è stato fondamentale per fare il passo che sarà ufficiale a dicembre. Un addio che arriva in un momento difficilissimo per la fabbrica che nel 2008 supera ò i 2 milioni di veicoli a due ruote e 4 milioni di motori prodotti.

Oggi, invece, il mercato delle moto è a livelli bassissimi, tanto che nel luglio scorso l’azienda, in una riunione con le Rsu dello stabilimento, aveva comunicato che sui 645 dipendenti, 303 sarebbero in esubero. In agosto, dopo una serie d’incontri e di trattative con i sindacati, si era passati da 303 a 277. La Honda sta guardando all’Oriente e vorrebbe trasferire la produzione di alcune moto da Atessa in altre nazioni.

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