Disordini durante la partita Pescara-Lazio, il Coisp: “Stop a questa follia, le società provvedano con servizi d’ordine privati e ben pagati”

E’ ora di dire basta ai servizi d’ordine che somigliano più a delle missioni in territori di guerra, basta leggere i quotidiani locali cui aprono con titoli del tipo “Pescara Blindata”, cui i colleghi sono costretti mettendo la propria incolumità a repentaglio per pochi spiccioli al mese e finendo puntualmente nell’esasperante situazione di dover effettuare attività che sono veri e propri ‘interventi chirurgici’ perché i delinquenti sono mischiati tra la gente comune ed inerme. E’ora che chi ha interesse a mantenere florido quel business che il calcio è diventato, si assuma le proprie responsabilità ed i propri oneri, e dunque che siano le società a farsi carico della vigilanza, con servizi d’ordine privati, che a quel punto saranno sì adeguatamente retribuiti, lasciando, così, le forze dell’ordine al controllo del territorio, assicurando la sicurezza ai cittadini, e, soprattutto, evitando di pagare con i soldi dei cittadini il servizio di ordine pubblico”.

Lo afferma in un duro comunicato diffuso nella serata di oggi, al termine della partita di serie A, Pescara-Lazio, Giovanni Catitti, segretario provinciale del Coordinamento per l’Indipendenza sindacale delle Forze di Polizia, di Pescara. Incontro di calcio durante il quale si sono avuti dei disordini nonostante la presenza di quasi 400 umini delle forze dell’ordine. Catitti quindi interviene e punta l’indice al mondo del calcio e alle società.

 “La nostra non è affatto una provocazione, ma una proposta seria e ferma. La maggior parte delle altre manifestazioni ludiche si svolge senza che ci siano operatori in divisa che rischiano la vita. E’ impossibile continuare ad assistere inermi a queste follie settimanali, che delle banali partite di calcio sono diventatea causa dei sistematici incidenti che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica e la vita dei poliziotti impegnati negli stadi. La vita e la salute sono troppo importanti per metterle a repentaglio quando ventidue persone corrono in campo tirando calci ad un pallone. Ma il mondo del calcio è diventato qualcosa di talmente lontano dal semplice sport, e gli appuntamenti negli stadi rappresentano oltre tutto un terreno altamente fertile per le azioni di facinorosi e delinquenti patentati, che non si può più considerare il tutto come un semplice momento dell’espletamento della vita pubblica su cui le Forze dell’Ordine debbano ‘ordinariamente’ vigilare. Le contromisure necessarie per recarsi nei campi di battaglia degli stadi sono oramai talmente impegnative che non si può lasciarle ai pochi mezzi delle Forze di Polizia, alle quali non è più neppure giusto chiedere tanto. Ma se i Club ci tengono tanto, e così è, considerati i guadagni che introitano, non avranno certamente problemi a garantire con le loro risorse ai cittadini di potersi recare con serenità a vedere le partite delle rispettive squadre”.

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