Fiaccolata in centro a Pescara a sostegno della marineria, per il porto e il fiume

Ci sarà anche il sindaco di Pescara, accanto alla marineria con il Presidente della Provincia Testa, alla fiaccolata per il porto di Pescara e per sostenere una battaglia che il primo cittadino definisce “non per una sola categoria economica, ma che appartiene a tutta la città che deve unirsi a difesa del suo porto e del suo fiume”. Mascia si è augurato che insieme agli amministratori vi siano anche le associazioni ambientaliste, sociali e comuni cittadini “per far arrivare più forte la nostra voce a Roma, al Governo, che deve comprendere la gravità e l’urgenza del momento che stiamo vivendo a Pescara. E domani mi aspetto di vedere sfilare con noi anche il Prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono, il primo rappresentante del Governo sul territorio. Lunedì porteremo a Roma i numeri, le immagini e le foto della manifestazione, per far capire che il dragaggio del porto deve partire subito, senza ulteriori ritardi, applicando tutte le misure normative previste nei casi di massima emergenza”. 

La fiaccolata prevista per domani, partirà dal lungofiume nord, alle 18, attraverserà via Paolucci, piazza Italia, via Firenze, via Venezia, via Nicola Fabrizi con arrivo in piazza Salotto, insomma le vie centrali della città. 

“Due giorni fa – ha ricordato il sindaco Albore Mascia – abbiamo vissuto in tutta la sua drammaticità la disperazione della nostra marineria che non ha chiesto soldi, ma, con enorme dignità, ha solo chiesto la possibilità di tornare a lavorare con le proprie barche nella propria città, nel proprio porto per affrontare la vita quotidiana e riportare il pane a casa alle proprie famiglie. In mezzo a quei pescatori c’era chi sta rischiando di perdere la casa perché vive in affitto e da tre mesi non riesce a pagare il dovuto, chi ha appena ricevuto una bolletta dell’acqua di 1.800 euro e non sa dove trovare i soldi per pagarla, chi ha paura di vedersi tagliare la luce perché non ha denaro per pagare i consumi. Ho visto la disperazione nel volto di un giovane pescatore, fra l’altro laureato in Ingegneria informatica, che ha due bambini piccoli e il mutuo per la barca da pagare e non ha più soldi, dopo aver bruciato tutti i risparmi di giovane coppia, e anche chi si ritrova a chiedere 20 euro in prestito a un cugino per fare un po’ di spesa. In piazza Italia, la piazza delle Istituzioni, quegli uomini hanno sfogato dinanzi a me e al Presidente Testa mesi e mesi di angoscia e di rabbia repressa, la rabbia di uomini che non sono abituati a ciondolare tra i divani di casa e oggi si sentono giudicati perché al mattino non possono andare a lavorare perché il porto è impraticabile. Non sono un pescatore, ma mi sento pienamente partecipe di quella rabbia e della delusione provata ogni qual volta il dragaggio è stato annunciato e poi rinviato con un qualsiasi pretesto. Le ultime notizie ricevute dal Ministro Improta in occasione della sua venuta a Pescara parlavano dell’inizio delle operazioni di escavazione dei fondali intorno al 20-22 novembre, operazioni che avrebbero permesso di liberare e riaprire la canalina di accesso almeno per consentire ai pescherecci di tornare in mare per Natale, che è storicamente il periodo dell’anno più propizio ed economicamente più favorevole per la categoria. Poi, all’improvviso, alcuni esponenti del Partito Democratico hanno tirato fuori la data del 5 dicembre che ha gettato nello sconforto più nero la marineria, ma francamente non possiamo ritenere ufficiale tale scadenza che stiamo già cercando di verificare. Nelle ultime quarantotto ore peraltro la situazione ha subito un’evoluzione: la giunta comunale ha votato e approvato l’erogazione del fondo di solidarietà a sostegno della marineria pari a 45mila euro che verrà materialmente liquidato prima del 31 ottobre prossimo; il Ministro dell’Economia e delle Finanze Vittorio Grilli, dopo una giornata al telefono, ha firmato, ieri, il decreto, già sottoscritto dal Ministro del Lavoro, per l’attribuzione delle risorse finanziarie previste per la Cassa integrazione in deroga, circa 30 milioni di euro complessivi, destinati, in larga parte a Pescara. Lunedì con il Presidente Testa saremo di nuovo a Roma per essere ricevuti dal viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali Martone. Siamo pronti infine a istituire un presidio fisso a Roma, sotto la sede del Governo, con la marineria, sino a quando non ci porteranno un foglio ufficiale sottoscritto dai Ministri indicando la data esatta d’inizio del dragaggio. Ma intanto domani torneremo in piazza, in strada, per coinvolgere tutta la città e tutte le categorie economiche in un problema che non riguarda solo la marineria, ma riguarda tutto il territorio, dai colli a Porta Nuova, a Zanni sino a Villa del Fuoco. Riguarda le piccole pescherie, che con il fermo prolungato si ritrovano a pagare il doppio per la merce, riguarda i ristoranti, gli esercizi pubblici, riguarda tutti i consumatori che hanno il diritto di poter mangiare a tavola il pesce catturato dalla nostra marineria. La misura è sicuramente colma, non sono ammessi ulteriori ritardi e domani mi aspetto una risposta pronta e adeguata da parte della città che certamente saprà dimostrare la propria sensibilità su una vicenda di tale portata. L’appuntamento per tutti è alle 18 in via Paolucci, dinanzi alla sede dell’Associazione Marinai d’Italia, da dove partirà la nostra lenta marcia, alla luce delle fiaccole accese sul nostro porto”.

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