Balneatori in corteo per le vie di Pescara: città paralizzata e forti preoccupazioni per il futuro del settore

Pescara bloccata oggi per la manifestazione indetta dai balneatori che hanno sfilato per le strade del cento cittadino per protestare contro la Direttiva Bolkestein, che mette all’asta le concessioni demaniali. Al corteo, indetto dalle sigle di categoria della Fiba, Assobalneari Sib e Fab hanno preso parte oltre al sindaco Albore Mascia, anche i Presidenti delle Province di Pescara Guerino Testa e Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, l’assessore regionale Carlo Masci, i sindaci di Pineto Luciano Monticelli, rappresentante Anci sulla tematica, Lorenzo Chiulli, in rappresentanza del Comune di Montesilvano, e poi di molti altri sindaci tra i quali quelli di Alba Adriatica, Villa Rosa, Tortoreto, sino alle Marche. Presente anche una delegazione dell’Associazione Armatori, con Mario Camplone, Francesco Scordella e Mimmo Grosso. Il corteo è partito intorno alle 10 da piazza della Repubblica: ancora una volta ad aprire il lungo serpentone un furgone con all’interno una bara, “simbolo della morte delle nostre imprese balneari destinate, oggi, ad andare all’asta, decretando la fine di intere famiglie che su quelle concessioni hanno costruito la loro intera esistenza, tra mille sacrifici, effettuando investimenti ingenti caricandosi sulle spalle una montagna di debiti che nessuno ci verrà a coprire”, ha detto Riccardo Padovano, del Sib-Confcommercio che ha guidato la protesta odierna. Il corteo ha dunque percorso lentamente il centro della città, con una prima sosta in corso Vittorio Emanuele, dinanzi alla sede dell’Aptr, dove Padovano e altri balneatori hanno affisso il manifesto funebre dedicato alle imprese balneari. Quindi il corteo ha ripreso la sua lenta marcia sino al Comune.

“Far parte dell’Unione Europea deve tradursi nella possibilità di avere benefici per la comunità, non può significare rinunciare al principio di autodeterminazione delle popolazioni, non significa allinearsi e calpestare l’identità di un popolo. Dunque l’Europa non può pensare né pretendere di cancellare quelle attività balneari che sono la storia della nostra città, della nostra regione del nostro Paese. Oggi con la manifestazione odierna abbiamo messo il primo tassello importante per una battaglia giusta che vinceremo uniti, imprenditori, cittadini, consumatori e Istituzioni. L’appuntamento è ora al prossimo 6 novembre a Bruxelles, quando anche l’assessore regionale Di Dalmazio ci rappresenterà tutti dinanzi al Parlamento Europeo con i nostri parlamentari e con il Ministro Gnudi per chiedere e ottenere l’annullamento della procedura d’infrazione ricevuta per non aver rimesso all’asta le nostre concessioni demaniali, chiedendo dunque lo stesso trattamento riservato alla Spagna, dove le concessioni demaniali sono in fase di rinnovo senza alcuna asta, e quindi il riconoscimento della tipicità e specificità della nostra costa – ha detto il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, parlando in piazza Italia -. Le attività balneari rappresentano l’economia del nostro paese, dunque quella odierna è una battaglia giusta che vinceremo uniti. In un momento in cui la politica ha perso la propria credibilità, le Istituzioni pescaresi e abruzzesi sono invece schierate in prima linea, in strada, nelle piazze, con i nostri lavoratori per sostenere guerre difficili, ma oggi abbiamo posto un primo importante tassello. Dopo l’intervento anche del Presidente Testa, il corteo ha ripreso il proprio cammino dirigendosi verso il ponte dell’asse attrezzato per raggiungere piazza della Marina dove ci sono stati la terza sosta con il saluto istituzionale al Comandante della Direzione marittima Luciano Pozzolano e l’intervento di Mimmo Grosso, per esprimere solidarietà ai balneatori e ricordare anche il dramma del mancato dragaggio del porto canale, per poi indirizzare un saluto ai due Marò ancora prigionieri in India. Infine la ripresa del corteo, con la bara portata a spalla, sino in piazza Unione, con la sosta finale sotto il Palazzo del Consiglio regionale

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