Imprese green, l’Abruzzo terzo in Italia

L’Abruzzo laboratorio verde. Sembrerebbe proprio di sì a guardare il Rapporto GreenItaly 2012 che Fondazione Symbola e Unioncamere hanno presentato oggi a Roma. Con 8.800 imprese green, il 25,3% della regione, l’Abruzzo è terzo in Italia per incidenza delle imprese che investono in tecnologie e prodotti verdi sul totale delle imprese regionali. 

Per quanto riguarda le province, L’Aquila si colloca al primo posto per incidenza percentuale di imprese green sul totale delle imprese delle provincia: qui il 28,7% delle realtà imprenditoriali investono verde, in termini assoluti si tratta di 1.879 imprese green. Seguono Chieti con il 24,9% pari a 2.500 imprese green, sul totale delle imprese della provincia. Poi Teramo con il 24,8% e 2.300 imprese e Pescara con il 23,8% e 2.122 imprese. 

“Per far ripartire il Paese non basta fronteggiare la crisi – spiega il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci -. Affrontare i nostri mali antichi: il debito pubblico, l’illegalità e l’evasione fiscale, le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza, il sud che perde contatto, una burocrazia speso soffocante. Serve una visione in grado di mobilitare le migliori energie per affrontare le sfide del futuro. E’ necessario difendere la coesione sociale non lasciando indietro nessuno, e scommettere sull’innovazione, sulla conoscenza, sull’identità dei territori: su una green economy tricolore che incrocia la vocazione italiana alla qualità e si lega alla forza del made in Italy. E’ necessario cambiare partendo dai talenti dell’Italia che c’é. Per uscire dalla crisi e trovare il suo spazio nel mondo che cambia, insomma, l’Italia deve fare l’Italia”. 

“L’economia verde – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – può rappresentare una chiave strategica per superare questa lunga crisi, uscendone più forti e meglio in grado di costruire un futuro diverso, più sostenibile e più ricco di possibilità. Grazie ad un modello di sviluppo che si fonda sui valori tradizionali dei territori e dei sistemi produttivi italiani di piccola impresa: qualità, innovazione, eco-efficienza, rispetto dell’ambiente. Una ricetta che oggi dimostra di saper sposare i valori etici alla competitività e che ha il grande merito di favorire la coesione tra i territori. Una coesione che coinvolge migliaia di piccole e medie imprese, sempre più spesso operanti in rete tra loro, nel dare vita a questo che è ormai un vero e proprio “laboratorio verde” dell’Italia di domani”.

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