False fidejussioni, nove arresti a Pescara

Le indagini sono partite dalla denuncia presentata dal Presidente della Confidi Mutualcredito di Pescara presso la Polizia Postale accortosi che ignoti emettevano false polizze in nome della società che rappresentava. Dagli accertamenti si è arrivati questa mattina all’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare che gli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “Abruzzo” di Pescara, in collaborazione con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, stanno eseguendo in queste ore. Dalle indagini, infatti, sarebbe emerso che un’associazione a delinquere operante in tutto il territorio nazionale, dietro la parvenza di istituti di credito o enti equipollenti, concedeva false fidejussioni per garantire capitali di centinaia di milioni di euro. 

Oltre lle misure cautelari sono state poste sotto sequestrato 4 autovetture ed una moto acquistate con i proventi delle truffe.

Dalle investigazioni è subito emersa la figura di un broker abruzzese che aveva proposto ai clienti (vittime delle frodi) le false fideiussioni. L’uomo,sentito dalla Guardia di Finanza di Pescara, messo davanti alle evidenze, ha dichiarato di essere stato a sua volta raggirato da una persona di Roma, spacciatasi per emissario della Confidi di Pescara.

Le indagini che hanno condotto al sequestro del sito il sito internet www.confidimutualcredito.it e le caselle email ad esso collegate, come ad esempio info@confidimutualcredito.it, hanno disvelato che queste erano state create ad arte per truffare le vittime, erroneamente convinte di interagire col vero istituto di credito.

Tra gli atti falsificati c’erano anche quelli notarili mentre tra gli enti lesi figura anche la Legapro, considerato che sarebbero state vendute almeno quattro false fidejussioni a squadre di calcio per l’iscrizione al campionato. Nella lista dei beneficiari delle fidejussioni, vari enti e istituti pubblici, ministeri, Regioni, tribunali, l’Agenzia delle Entrate quella del Demanio e quella delle Dogane, insieme a varie province. Le vittime sono oltre 200.

Delle nove misure cautelari tre sono di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Una non è stata ancora eseguita perché il destinatario sarebbe all’estero. Sotto sequestro sono finiti, nelle 12 perquisizioni eseguite ieri, anche 6 conti correnti, 7 computer cellulari e documentazione varia. Nel corso delle indagini, che hanno preso il via nel 2011 e sono andate avanti per un anno e mezzo estendendosi dell’Abruzzo in Liguria, Lombardia e Lazio, si è scoperto che l’organizzazione ha messo in piedi un giro di affari di sette milioni, per 230 milioni di capitale garantito. Il tutto si basava su un vero e proprio sistema di strumenti informatici consistente in falsi siti web, falsi indirizzi email apparentemente riconducibili ai vari istituti, fax on line, numeri verdi on line, conti paypal usati per pagare on line fax e numeri verdi. Il tutto per ingannare le vittime e intercettare le loro comunicazioni, mentre i diretti interessati erano convinti di avere a che fare e quindi di scambiare corrispondenza con i veri istituti di credito. In questo anno e mezzo è stato acquisito e studiato dagli investigatori un copioso traffico telematico, composto di 8000 mail, e sono analizzate 600mila telefonate. Il gruppo, che era ben organizzato e con una struttura piramidale, era composto da tre capi che si avvalevano di alcuni broker e di due cassieri (fratelli).

Le indagini si sono incrociate con altre per cui, oltre alla Procura di Pescara, si sono occupati dell’organizzazione criminale anche quelle di Roma, Rieti e Torino.

L’ndagine, comunque, non è chiusa e prosegue

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *