Droga dalla Spagna per la piazza pescarese: 7 arresti

Elena Spinelli, detta “Carmusina”, 32 anni; Antonietta Spinelli, di 36; Andrejana Hrustic, detta “Adriana”, 23enne, originaria della Bosnia Erzegovina, ricercata; Began Hrustic, detto “Mario”, anche lui bosniaco, 49 anni, (RM); Senja Omerovic, detta “Sandra”, 50 anni; Hasib-Nenad Hrustic-Savic, detto “Antonio”, 27enne,; Alisa Hamidovic, di 28 anni, tutti residenti a residente a Cesano in provincia di Roma, sono stati arrestati all’alba di oggi dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara, in collaborazione con i colleghi di Roma e sotto il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, perché coinvolti in un florido traffico di sostanze stupefacenti, destinate ad essere smerciate nella provincia pescarese.

L’indagine condotta dalla locale Procura della Repubblica, nella persona del Sost. Proc. dr. Gennaro Varone, ha mosso i primi passi all’inizio dell’anno scorso e ha riguardato complessivamente 12 persone. Tutto ha avuto origine dalla denunzia sporta da un tossicodipendente pescarese, abitudinario consumatore di cocaina da diversi anni e che, proprio per soddisfare il suo fabbisogno personale si riforniva abitualmente da uno spacciatore con cui, negli ultimi mesi, aveva accumulato un consistente debito e che non riusciva ad estinguere.

Scattavano le indagini e con esse intercettazioni telefoniche, appostamenti e pedinamenti. Si scopriva, così, l’esistenza di due distinti gruppi criminali, tanto che l’indagine veniva suddivisa in due “tronconi”: il primo legato al filone di partenza in cui è stato individuato quale punto di riferimento dello smercio della droga nel rione ”Rancitelli” di Pescara Roberto Martelli (per questi fatti, lo scorso 20 marzo, sono già state arrestate cinque persone, tra cui lo stesso Martelli); il secondo filone investigativo, invece, riguardava un gruppo malavitoso formato da componenti di famiglie rom stanziali in Pescara, i quali si approvvigionavano di cocaina da un’altra famiglia di origine rom nella Regione Lazio.

Le odierne misure cautelari, emessa dal G.I.P. di Pescara, Mariacarla Sacco, fanno riferimento a questa vicenda. L’indagine ha evidenziato il ruolo di spicco svolto da Elena e Antonietta Spinelli nell’attività di smercio di cocaina sulla piazza pescarese, a conferma di una prassi consolidata tra le famiglie rom, in base alla quale le attività concrete di spaccio vengono poste in essere dalle donne e dai figli minori, mentre i capifamiglia si rendono disponibili solo per i contatti con i fornitori.

Le due donne, a loro volta, che non per caso risiedono in due dei quartieri di Pescara a più alta densità di spaccio (Rancitelli e Fontanelle), si approvvigionavano di droga tramite i componenti della famiglia Hrustic, i quali avevano da tempo allacciato un canale di rifornimento con la Spagna, esattamente nella città di Barcellona. Una canale scoperto dalla polizia al momento dell’arresto nel giugno dello scorso anno, di Virgilio Tidu, un insospettabile panettiere di Manziana, in provincia di Roma, fermato a bordo di un’auto alla frontiera di Ventimiglia proveniente dalla città di Barcellona. Nell’occasione sono stati sequestrati due involucri abilmente celati nella parte posteriore dell’autovettura, in una nicchia appositamente predisposta vicino gli ammortizzatori, contenenti cocaina per un peso di Kg 1.100. Interrogato in occasione del suo arresto, il panettiere-corriere ha confessato di aver fatto altri undici viaggi per conto dei Hrustic, tutti con le stesse modalità, percependo ogni volta un compenso di 3.000 euro.

Gi arresti di oggi confermano pure i legami tra le famiglie rom e le organizzazioni dedite allo spaccio dell’Este Europa.

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