Omicidio Bucco, si cerca l’assassino tra i conoscenti della vittima

Chi lo ha ucciso e in quel modo così cruento? E’ questa la domanda alla quale cercano di dare una risposta gli investigatori sulla tragica fine di Nicola Bucco, il 53enne assassinato nella sua casa al pian terreno di via Leopardi nel pomeriggio di ieri. La scena del crimine non lascia dubbi: Bucco è stato ammazzato da qualcuno che conosceva. Un’aggressione avvenuta nella cucina di quell’appartamento a poche centinaia di metri dal porto, diviso con un amico, Vittorio Massacesi, titolare del bar che si trova proprio vicino al mercato ittico. E’ stato Massacesi a fare la terribile scoperta ieri e ad avvertire la polizia. Era andato a casa perché Nicola non si era visto nel suo locale, com’era sua abitudine. Si è preoccupato, anche perché l’uomo era in convalescenza. Era stato investito qualche tempo fa e per questo non andava,  al lavoro: era addetto alla manutenzione stradale in un cantiere dell’autostrada. Massacesi ha trovato la porta dell’appartamento semichiusa e l’amico riverso sul pavimento della cucina, in una pozza di sangue.  Sul fornello ancora acceso, una pentola: Bucco stava preparando qualcosa da mangiare il che fa risalire la morte tra le 14 e le 16 di ieri, un lasso di tempo che trova conferma nella ricognizione cadaverica eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio. La vittima ha aperto la porta al suo assassino, con lui è andato in cucina e lì ha afferrato un coltello, colpendo Bucco tre volte: un colpo su una gamba, l’altro all’addome e poi quello che probabilmente lo ha ucciso, alla gola.

Una violenza che lascia intuire che tra Bucco e il suo aggressore c’è stata una discussione. L’arma non sarebbe stata trovata, quindi non si è in grado di sapere se l’omicida sia arrivato a casa dell’uomo con il coltello, oppure ne abbia impugnato uno in cucina.     

Gli uomini della mobile, diretti da Pier Francesco Muriana, stanno sentendo amici e parenti della vittima. Le indagini, in questo momento, sono circoscritte alla cerchia delle persone che conoscevano e frequentavano l’uomo, che aveva qualche precedente. Sono stati sentiti in questura anche la ex moglie e il figlio ventenne della vittima.

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