Il sindacato medico Anaao Assomed dice no ai trasferimenti di primari dalla Als di Pescara

“L’Amministrazione della Asl di Pescara si ravveda e soprattutto persegua la valorizzazione delle professionalità interne”. E’ l’appello che il sindacato medico ANAAO ASSOMED lancia per difendere le molte professionalità operanti da tanti anni “nei nostri ospedali, ma che stanno subendo una serie di attacchi da parte di una politica gestionale, che ha perso il suo ruolo di garanzia delle eccellenze cliniche della sanità pescarese”.

La sigla sindacale stigmatizza la richiesta da parte della Direzione generale al Collegio di Direzione, che nella seduta di venerdì 16 novembre, ha dato parere favorevole sulla richiesta di trasferimento di 3 direttori di struttura complessa (primari) dalle Aziende di Teramo e Avezzano-Sulmona-L’Aquila.       

“Questo tipo di mobilità non è possibile secondo le norme nazionali ma lo è secondo un regolamento regionale che però è stato giustamente contestato dal Ministero della Salute e quindi allo stato non applicabile. Inoltre, non risultano atti di formalizzazione degli esuberi delle Asl di provenienza soprattutto considerando che è in corso di rimodulazione il numero delle Unità Operative della regione e devono essere rivisitati gli Atti Aziendali. Dunque, una inaccettabile forzatura – la definisce l’ANAAO ASSOMED – basata su presupposti illegittimi dettata non sappiamo da quali interessi, ai danni delle professionalità interne che hanno reso grande la nostra Asl, come recentemente ribadito dallo stesso Direttore Generale in una intervista apparsa sulla stampa. Forzatura che, allo stato, potrebbe configurare un tentativo di reato di abuso d’ufficio.    Peraltro uno dei professionisti che richiedono la mobilità verso Pescara risulta indagato per gravi reati nel contesto di un’ inchiesta che ha avuto eco nazionale, inchiesta denominata “do ut des”, ed è stata anche oggetto il 24 ottobre scorso di una interrogazione parlamentare al ministro Balduzzi da parte di due componenti della Commissione Affari Sociali della Camera”.

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