Settore manifatturiero abruzzese, la situazione è pesante

Soltanto ieri il Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali aveva reso noti i dati, allarmanti, relativi al terzo trimestre 2012 nel settore manifatturiero regionale: -7,7% nella produzione; -6,6% per fatturato e  -5,6% sugli ordinativi nazionali.
Oggi, la conferma:  la situazione nel settore attraversa una fase congiunturale recessiva, che si è acuita, arriva dalla Banca d’Italia, che a Pescara ha presentato l’aggiornamento congiunturale de “L’economia dell’Abruzzo” sul primo semestre del 2012.  Nel documento emerge che i livelli produttivi delLe esportazioni regionali sono diminuite in valore, risentendo in particolare del calo nel settore dei mezzo di trasporto. Nel comparto del made in Italy l’export ha continuato a ristagnare. Nel settore delle costruzioni la contrazione dei livelli produttivi è stata più contenuta rispetto a quella avvenuta a livello nazionale. Il calo dei consumi delle famiglie abruzzesi, che risentono della protratta perdita di potere d’acquisto e del basso livello del clima di fiducia, ha frenato l’attività delle imprese nel terziario. 

L’occupazione si è mantenuta mediamente stabile nel primo semestre anche grazie all’elevato ricorso alla cassa integrazione guadagni ma si è verificato un deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro. L’aumento del numero delle persone in cerca di occupazione ha determinato un marcato rialzo del tasso di disoccupazione. I prestiti alle imprese si sono ridotti in tutti i settori di attività e, in misura più accentuata, per le piccole imprese. La domanda di prestiti delle famiglie si è contratta, in particolare nella componente dei mutui per l’acquisto di abitazioni. La qualità del credito alle imprese e’ peggiorata, soprattutto nel settore delle costruzioni mente la raccolta bancaria presso la clientela retail ha mostrato un recupero, nei primi sei mesi dell’anno. Il risparmio delle famiglie si e’ orientato soprattutto verso i depositi bancari a scadenza protratta e i titoli di Stato e la domanda di azioni e obbligazioni è risultata in flessione.

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