Udienze penali sospese per l’attuale condizione di degrado di molti istituti penitenziari italiani

Il 22 novembre i penalisti italiani si astengono da ogni attività difensiva in segno di protesta per l’attuale condizione di degrado di molti istituti penitenziari italiani e per la situazione spesso indecorosa in cui si trovano i detenuti a causa del perdurare delle condizioni di sovraffollamento delle carceri italiane; per sollecitare misure immediate, modificando il sistema delle pene e rafforzando le misure alternative al carcere; per il rispetto dei diritti umani, che sono inviolabili; per favorire il recupero dei condannati e far diminuire la recidiva.

Si tratta di un tema delicato, che sicuramente non riscuote l’approvazione di molti cosiddetti “benpensanti”, rassicurati all’opposto da chi mostra la faccia feroce e dichiara che il detenuto, in fondo, ha quel che si merita.

Ma i penalisti non hanno mai inseguito l’applauso facile ed il consenso delle masse: a parte quanto prevede la nostra Costituzione (che, all’art. 27, stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato) basta ricordare che il detenuto è prima di tutto una persona, e come tale va rispettato nella sua dignità e nel suo decoro. Del resto, già nel 1700 Voltaire affermava che dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese.

Nell’occasione, su iniziativa della Camera Penale di Lanciano, presso il palazzo di Giustizia di Lanciano-Aula Falcone e Borsellino, alle ore 11,00 si terrà un incontro-dibattito-conferenza stampa dal titolo “Carceri e Diritti Umani. Lo stato della detenzione in Italia”.

Interverranno il Presidente del Tribunale di Lanciano d.ssa Gilda Brindesi, il dott. Ciro Riviezzo, il Procuratore della Repubblica di Lanciano dott. Francesco Menditto ed il Comandante della Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Lanciano, Commissario Nicola Pellicciaro.

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