Cantina Orsogna prima azienda al Vinitaly

Migliore produttore italiano. E’ il riconoscimento assegnato al Vinitaly 2012 alla Cantina di Orsogna.

Un riconoscimento che è stato accolto con grande entusiasmo perché va a premiare il territorio e la  professionalità di quanti, quotidianamente, vi lavorano. Lungo il percorso che ha portato all’importante premio, per la verità, la Cantina Orsogna si era già contraddistinta per la qualità dei suoi prodotti, ottenendo in passato vari riconoscimenti. Ma l’ultimo, ovviamente, è di assoluto prestigio. 

Il sindaco di Orsogna, Alessandro D’Alessandro, ha affermato che “ormai l’azienda è uno dei migliori ambasciatori dell’Abruzzo e dei suoi prodotti di qualità in Italia e nel resto del mondo”. D’Alessandro ha sottolineato che “non si tratta di un riconoscimento casuale, ma dell’ennesimo premio raccolto negli ultimi anni dalla Cantina di Orsogna, stabilmente ai primi posti in concorsi internazionali” come il Vinitaly di Verona (dove nel 2011 era stata indicata come il migliore produttore d’Abruzzo, oltre alle numerose medaglie vinte nelle ultime edizioni), la Selezione del Sindaco, il Concours Mondial de Bruxelles, l’International Wine Challenge di Londra, il Concorso dei vini rosati d’Italia di Otranto, la Selezione di vini da pesce di Ancona”.

Anche Fabrizio Montepara, orsognese, presidente nazionale dell’associazione Anci Res Tipica e vice presidente delle Città del Vino, ha salutato con grande soddisfazione il riconoscimento: “la qualità, come sempre, paga e le tipicità del territorio, affinate grazie a decenni di impegno collettivo, ricerca e valorizzazione delle giuste professionalità, sono la migliore risorsa per sostenere l’economia e favorire la competitività delle nostre comunità locali. Il vino, insieme alle altre tipicità, all’artigianato, alla valorizzazione dell’ambiente, è diventato uno strumento formidabile di promozione, non solo turistica. Tutti questi fattori esprimono la qualità della vita, sostengono l’identità sociale e culturale e sono una risorsa strategica per lo sviluppo locale. Il territorio è il nostro bene per eccellenza e va difeso soprattutto dalla recente tendenza a estirpare vigneti per sostituirli con impianti di energia alternativa (fotovoltaico ed eolico soprattutto) che, sempre contando sulla lungimiranza e capacità di pianificazione degli amministratori locali, possono invece sorgere in zone produttive o degradate o, comunque, meno vocate per l’agricoltura di qualità”.

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