Mario Negri Sud, il PD chiede adesso l’impegno della Regione per il centro di ricerche

Il voto unanime espresso nell’ultima seduta del consiglio provinciale di conferire lo stabile in usufrutto anziché in donazione al Mario Negri Sud parte da lontano. Le forze politiche presenti nell’assemblea, per mesi, hanno lavorato per trovare una soluzione in favore dell’importante istituto di ricerca. Con la concessione dell’usufrutto trentennale, che andrà a costituire parte del patrimonio della Fondazione, la Provincia chiede la contestuale copertura delle perdite da parte degli altri soci. Si tratta di una boccata d‘ossigeno per il Negri Sud, che ora può guardare al futuro con maggiore tranquillità. Se la Provincia ha fatto il suo, adesso spetta alla Regione, socio per un 10 per cento (gli altri sono il Mario Negri di Milano, 75% la Provincia di Chieti per il 15%), cercare di diminuire le perdite, che ammonterebbero a circa 2 milioni di euro, tendere la mano al Centro con lo stanziamento di fondi in vista della trasformazione del Consorzio in Fondazione per mettere nella condizione il Negri Sud di poter continuare a operare.

La ricerca, è innegabile, è una voce fondamentale per consentire la ripresa del Paese. E questo spiega l’impegno che ha sempre avuto il gruppo del PD in consiglio provinciale: “Un importante passo in avanti – dice il capogruppo Camillo D’Amico -, restano tuttavia i dubbi e le perplessità sulla qualità gestionale operata finora che ha prodotto un debito consolidato e consistente che non può scaricarsi sulla nuova fondazione”. E chiama in causa la Regione: “Dov’è stato finora il consigliere Emilio Nasuti? È giunto il momento della verità: la Provincia delibererà a brevissima scadenza l’uso gratuito di un immobile di sua proprietà, mentre dalla Regione manca un qualsiasi atto formale come lo stanziamento di fondi da mettere a disposizione del centro di ricerche o uno straccio di disegno di legge regionale per dare concretezza alle azioni intraprese finora”.

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