Regione Abruzzo: approvata risoluzione per la Micron di Avezzano e Treglio ‘paese dell’affresco’. Nulla di fatto per il Parco della Costa Teatina

Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il Presidente Chiodi e la Giunta regionale a “sostenere presso il Governo centrale ogni possibile iniziativa nei confronti della Micron Technology, per risolvere la preoccupante situazione dello stabilimento di Avezzano”.

Respinta, invece, la risoluzione che chiedeva di chiudere – entro il 31 dicembre prossimo – l’iter di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina.

Via libera alla legge che riconosce a Treglio il titolo di “Paese dell’affresco”, assicurando un contributo economico alla manifestazione “Treglio Affrescata”.

Approvate, inoltre, le modifiche alla legge regionale per la promozione delle attività musicali in Abruzzo, che estendono l’applicabilità della norma anche alla danza e alle corali. Il Consiglio è stato poi sciolto per mancanza del numero legale. La prossima seduta è convocata per il 4 dicembre.

Per tornare alla perimetrazione della Costa dei Trabocchi, è passata la proposta dell’alle Politiche agricole e coordinatore del Tavolo Mauro Febbo, per lo slittamento di un anno, al 31/12/2013, della conclusione del procedimento dell’istituzione del Parco della Costa Teatina. Nel frattempo, come chiesto da Febbo, si procedrà all’istituzione di un Tavolo prettamente tecnico composto da professionisti della Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e Comuni ricadenti sulla fascia interessata al fine di coadiuvare e affiancare il Tavolo di coordinamento affinche’ si arrivi ad una definitiva e concreta proposta da sottoporre al Ministero dell’Ambiente da integrare, soprattutto, al Progetto Territoriale della Costa dei Trabocchi gia’ avviato e finanziato con fondi FAS.

“Bisogna registrare – spiega Mauro Febbo – che il Ministero dell’Ambiente ha risposto dopo un anno dalla nostra proposta del’Parco a Isole’ avanzando di nuovo l’ipotesi di perimetrazione risalente al 2008. Quindi il Dicastero non ha tenuto conto ne’ delle indicazioni del Tavolo tecnico ne’ delle perimetrazioni presentate da alcune amministrazioni. In piu’ occasioni il sottoscritto ha chiesto ai Comuni interessati atti deliberativi contenenti l’adesione alla proposta avanzata dal Ministero dell’Ambiente o, in alternativa, altre ipotesi di perimetrazione oppure, quanto meno, adesioni di massima, seppur generiche, all’istituzione del parco ma si sono avuti riscontri con esiti divergenti. Mentre altri Comuni hanno chiesto di conoscere lo studio scientifico posto alla base della proposta del parco in esame. Infatti, – rimarca Febbo – voglio ricordare che i Comuni di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro si sono espressi in maniera contraria all’istituzione del Parco, il Comune di Ortona, sia con la precedente amministrazione sia con l’attuale, non ha inviato alcun atto deliberativo mentre il Comune di San Salvo ha trasmesso un atto del Commissario dove oggi invece vi è in carica un sindaco che vorrebbe riportare l’argomento all’attenzione di un consiglio legittimato dalle recenti elezioni. Inoltre, all’istituzione del Parco consegue, automaticamente, l’introduzione sul territorio di una serie di divieti generali (vigenti su tutto il territorio del Parco) e di divieti graduati sulle diverse 4 “zone” in cui il territorio del Parco verrebbe suddiviso dove i portatori di interesse come agricoltori, artigiani, aziende, cooperative, organizzazioni sindacali si sono espressi in maniera nettamente contraria. Pertanto – continua Febbo – alla luce di quanto esposto, della non compattezza delle amministrazioni interessate e, soprattutto, di come conciliare e integrare il Progetto territoriale della Costa Teatina già in itinere, è opportuno chiedere ancora un anno di tempo per lavorare con l’ausilio di un Tavolo Tecnico per arrivare ad una eventuale proposta definitiva di perimetrazione tenendo conto di tutti gli attori e di tutte le istanze del territorio. La valorizzazione di una parte di territorio è innanzitutto partecipazione – conclude Febbo – oltre ad essere conservazione degli ecosistemi di pregio e incentivazione per concreti modelli di sostenibilita’. La proroga serve a offrire un’importante occasione di recupero per i soggetti titolati e rientrare con i tempi nella procedura ordinaria evitando confusione e pasticci burocratici”. 

La risulozione Febbo verrà discussa e approvata nella prossima assemblea regionale. Nella seduta odierna, infatti, è venuto meno il numero legale e l’argomento non è stato votato

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