La Procura di Lanciano fa sequestrare per irregolarità, impianto fotovoltaico a Quadri. 4 indagati

Con decreto di sequestro firmato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano Massimo Canosa, su richiesta della Procura frentana, è stato posto sotto sequestro preventivo nel comune di Quadri, un’area di 54 mila metri quadri sulla quale si sta realizzando un impianto fotovoltaico da 3 Mw.

La magistratura inquirente contesta i reati di falso e abuso in atti di ufficio e  l’esecuzione dei lavori, in località Santa Fina, in violazione del vincolo paesaggistico. Oltre al provvedimento di sequestro preventivo, sono finite sul registro degli indagati il legale rappresentante della Felicioni Energy srl, la ditta committente dei lavori, il legale rappresentante della Felicioni Menagment srl, che ha eseguito gli interventi, e il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento amministrativo.
La decisione è arrivata dopo un’accurata indagine svolta dal Corpo Forestale del Comando Provinciale di Chieti, e dai colleghi di Villa Santa Maria. Ebbene, in base ai controlli sarebbe emerso che in fase di indagine i lavori sarebbero cominciati senza il nulla osta della competente Sopraintendenza e senza il prescritto titolo abilitativo della Competente Autorità di Bacino su area sottoposta a vincolo idreogologico. Il parere dell’Autorità di Bacino è arrivato in realtà solo dopo l’avvio dei lavori con una formulazione ‘nettamente negativa’ in quanto ‘una fonte di rischio potrebbe essere connessa con periodi di forti precipitazioni che, non adeguatamente regimentate, favorirebbero il decadimento delle caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni e il loro scorrimento superficiale’. L’ufficio della Procura, inoltre, ha contestato la mancanza di permesso a costruire, titolo necessario in vista dell’ impianto fotovoltaico di  3 MW complessivi. Formalmente il progetto sarebbe stato frazionato in tre diversi impianti di 1 MW, per beneficiare della  Procedura Abilitativa Semplificata ed eludere dunque la normativa. Sempre in corso di indagine si è scoperto che sarebbero stati realizzati lavori  consistenti anche in opere in conglomerato cementizio armato senza presentare la prevista denuncia al competente ufficio regionale.
La magistratura inquirente contesta inoltre la falsità delle delibere e determinazioni adottate dal responsabile del procedimento ‘per agevolarne ed anzi accelerarne la realizzazione’.
Gli inquirenti hanno scoperto che una relazione tecnica depositata il 18.10.12 è stata positivamente valutata a tempo di record nello stesso giorno e l’esecuzione dei lavori intrapresa il giorno successivo.
Nelle motivazioni di sequestro il gip parla anche di  ‘situazione di pericolo per la pubblica incolumità implicitamente rilevata nel parere dell’Autorità di Bacino’. Un fatto ‘da fare ritenere altresì estremamente grave e rilevante la situazione di minaccia per cose e persone connessa alla realizzazione degli impianti di cui trattasi specie in un periodo di forti precipitazioni quale quello attuale’.

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