Fuori dal Piano Infrastrutture Strategiche la terza corsia sulla A14 e il completamento della Fondo Valle Sangro

Realizzazione della terza corsia sulla A 14 e completamento della Fondo Valle Sangro al momento restano solo delle speranze. I due interventi, sui quali si puntava molto per mettere l’Abruzzo nella condizione di avere due importanti infrastrutture a servizio dell’industria, del turismo e dei collegamenti viari fra Nord e Sud d’Italia non sono state inserite nel Piano Infrastrutture Strategiche. Una mazzata tanto inattesa quanto sorprendente che non è piaciuta affatto al presidente della Provincia di Chieti, nonché vice presidente nazionale dell’Unione Province Italiane Enrico Di Giuseppantonio. 

“Incredibilmente queste due opere non sono ricomprese nel Piano delle infrastrutture strategiche – dice Di Giuseppantonio – eppure si tratta di  direttrici, l’una lungo la costa, l’altra nella zone interne, che assumono una rilevanza fondamentale soprattutto nello sviluppo economico e turistico. La Fondo Valle Sangro, in particolare, è percorsa ogni giorno da un numero di mezzi pesanti che varia fra 400 e 500 e soprattutto è un’arteria fondamentale per l’apparato produttivo e industriale: senza una adeguata viabilità, che spesso comporta un aggravio dei costi e tempi di percorrenza più lunghi, rischiamo la delocalizzazione di numerose imprese a favore di quei territori che possono offrire una logistica migliore. Fra l’altro – sottolinea il Presidente Di Giuseppantonio – di recente abbiamo ottenuto la disponibilità dell’Anas a progettare l’intervento di completamento e il territorio è pronto a sollecitare il Governo affinchè vengano stanziati i circa 160 milioni di euro necessari. Discorso analogo vale per la terza corsia sull’A/14 lungo il tratto abruzzese la cui realizzazione andrebbe a beneficio anche della viabilità stessa: molte delle strade comunali e provinciali, infatti, non sono più in grado di reggere elevati volumi di traffico e la terza corsia, oltre a garantire un collegamento rapido, consentirebbe di alleggerire il flusso veicolare che grava sulla cosiddetta viabilità ordinaria, con minori rischi per gli automobilisti. In particolare il tratto che va da Pescara ovest Chieti a Vasto sud è il più impervio, mancano adeguate corsie di emergenza,  presenta saliscendi e tornanti pericolosi mentre la parallela Statale16 è interdetta al traffico pesante perché vi sono viadotti su cui è vietato il traffico pesante 

Non dimentichiamo, infine – conclude il Presidente Di Giuseppantonio – che il tratto abruzzese dell’A/14 è una vera e propria cerniera fra nord e sud del Paese e non possiamo rischiare, a fronte di notevole incidenza del traffico ed in mancanza di una viabilità alternativa, il blocco della circolazione nelle due direzioni. Ho chiesto all’UPI, nell’ambito della Conferenza nazionale unificata indetta dal Ministero dell’Infrastrutture in programma il 4 dicembre prossimo, di inserire nel Piano Infrastrutture Strategiche le due importanti opere. La delegazione dell’UPI guidata dal Presidente Antonio Saitta e che partecipa a pieno titolo ai lavori della Conferenza Unificata, dietro mia sollecitazione, premerà perché entrambe le opere possano dunque entrare nel Piano”.

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