Tagli alle guardie mediche, insorge il sindaco di Palena: “Un’altra ingiustizia per le aree interne”

“Un nuovo attentato alle popolazioni dell’Alto Aventino che ormai si vedono azzerati i servizi sanitari, a parità di tasse rispetto alle città costiere e popolose”.

La definisce così Domenico Parente, sindaco di Palena, la proposta di taglio delle guardie mediche nell’alto chietino ed in particolare la cancellazione del servizio di guardia medica nel suo comune, che lo scorso 28 novembre è stata portata al comitato ristretto dei sindaci.

“Da anni ormai i tagli sono a senso unico e sono basati sulla logica dei numeri che però vengono usati a piacimento: si prende in considerazione il numero di abitanti (una guardia medica ogni 5.000 abitanti) ma non si tiene conto dei tempi di percorrenza per raggiungere i presidi sanitari. Un cittadino di Palena per raggiungere il primo ospedale della Provincia di Chieti (Lanciano o Chieti) impiega un’ora, se le condizioni del tempo sono buone, altrimenti anche un’ora e mezza. Un cittadino di Chieti o di Lanciano impiega dieci minuti e, solo in rare circostanze, il suo tragitto potrebbe essere ostacolato dalla neve – sottolinea Parente -. Senza scomodare la Costituzione, che purtroppo è usata come zerbino a tutti i livelli, questa politica di tagli ciechi, da chi la subisce, viene percepita come una politica criminale e di sterminio etnico. Non possiamo assistere impotenti a tale genocidio e chiediamo alla Regione ed alla ASL di riconsiderare le decisioni prese, verificando i numeri nella loro completezza, rideterminando la distribuzione dei presidi di guardia medica, “pesandoli” con i tempi di percorrenza, e di rispettare il piano sanitario regionale, con l’attivazione dei presidi di emergenza urgenza, con unità di 118 che possano raggiungere Palena nel giro di 5 minuti. Di certo non abbiamo il potere di imporre con la forza tale servizio, ma non possono rimanere impassibili di fronte alle ingiustizie che vengono perpetrate nei nostri confronti ed agiremo a tutti i livelli per ripristinare la legalità. Una riflessione va fatta a livello generale: tutti ormai hanno compreso che il nostro sistema della spesa pubblica è insostenibile; Si deve tagliare e risparmiare; Ma è possibile che in Italia quando si deve risparmiare si guarda solo alla scuola ed alla sanità delle aree interne e svantaggiate? E si continua a finanziare istituzioni che sono come minimo inutili se non addirittura dannose? Sono certo che, vista da Marte, l’Italia appare come un paese barbaro ed incivile”.

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